La complessità del senso
17 11 2017

Wall-E

film_walle.jpgWall-E
Andrew Stanton, 2008
Animazione. Voci originali: Fred Willard, Jeff Garlin, Ben Burtt, Sigourney Weaver.

Ecologista romantico. Dal mucchio globale di immondizie sotto cui è sommersa la Terra spunta miracolosamente una piantina verde. Il robot Wall-E (Waste Allocation Load Lifter Earth-Class) da 700 anni continua in solitudine a raccogliere e compattare la montagna di rifiuti, compito per il quale è stato programmato dagli umani – lo hanno lasciato tra i grattacieli in rovina e se ne sono andati a vivere nell’astronave Axiom, lontano nello Spazio, organizzati lussuosamente dalla “Buy n Large”, la Corporation che domina l’Universo con promesse di un futuro fantastico. Wall-E si è organizzato una “vita autonoma”, è capace di ricaricare le proprie batterie e ha dato al suo rifugio un aspetto che in qualche modo somiglia a una “casa”. Ma non ha la memoria adatta a discernere il valore di quella piantina. Invece, se la prende Eve, una robot-ricercatrice (Extraterrestrial Vegetation Evaluator), arrivata a bordo di un mezzo spaziale, e la porta nell’astronave dove vive la colonia umana, in attesa che sulla Terra si possa tornare. Wall-E, affascinato da Eve, è intenzionato a seguirla per la galassia. L’astronave è teatro di una lotta tra il Capitano degli umani, il quale vuole riportare tutti finalmente indietro, e il pilota automatico (la voce originale è di Sigourney Weaver), il cui programma non coincide affatto con le intenzioni del Capo. Finirà bene, è Walt Disney. Ma il pregio maggiore è nelle immagini create dagli animatori della Pixar e nel carattere dei due protagonisti. Era dal tempo di E-T, l’indimenticabile Extraterrestre creato da Carlo Rambaldi per il film di Spielberg (1982), che non veniva dallo schermo un’emozione altrettanto speciale. Wall-E ha un modo tutto suo di passare la giornata, lavorando e “fischiettando”, non sembra soffrire troppo della mancanza di compagnia, si accontenta del piccolo scarafaggio, Hal, col quale ha stabilito una simpatica sintonia. Autonomo, pieno di curiosità, indipendente. Così sembra. Ma tutto cambia in lui quando, all’improvviso, spunta dal cielo Eve, graziosa ed energica, delicata e potente. Wall-E non potrà più farne a meno. Bianca e levigata, Eve lo guarda con i suoi irresistibili occhi azzurri. I due hanno una gran voglia di diventare, rispettivamente, uomo e donna (in questo senso, le loro “voci”, create da Ben Burtt, sono un capolavoro). Faranno una coppia perfetta. Lo stile dell’animazione trasmette una sorta di nostalgia culturale, si ha l’impressione che la Disney riattinga all’antica filosofia dei suoi cartoons, improntata all’umanizzazione degli animali e, più in generale, all’armonia universale. Il perfetto allineamento con gli elementi più attuali della tecnologia, con la vita “spaziale” prefigurante un futuro forse nemmeno tanto lontano (i 7 secoli del racconto potrebbero essere anche troppi!), non comporta l’abbandono della speranza di una “rinascita” della Natura. Nel finale si parla esplicitamente di agricoltura. I campi coltivati potranno andare bene anche per Wall-E ed Eve. E avrà anche un senso, allora, aver conservato, magari un po’ alla rinfusa, gli oggetti trovati per caso tra i rifiuti, una lampadina, un accendino, un cubo di Rubik, una videocassetta da rimettere ogni tanto nel vecchio televisore. Rivediamo spezzoni di Hello Dolly (Gene  Kelly, 1969), riascoltiamo Louis Armstrong che canta La vie en rose. Musical e fantascienza romantica, dove da un incontro di macchine nasce una storia d’amore.

Franco Pecori

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17 ottobre 2008