La complessità del senso
23 11 2017

Addìo Gil Rossellini

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Il regista e produttore Gil Francesco Rossellini è morto il 3 ottobre 2008 al “Rome American Hospital” di Roma, dove era ricoverato da tempo. Era nato il 23 ottobre 1956 a Bombay. Il 7 giugno del 2008 era stato battezzato con il rito cattolico, scegliendo il nome di Francesco. Il suo ultimo lavoro Kill Gil (Vol. 2 e ½) è in programma al Festival Internazionale del Film di Roma (L’Altro Cinema / Extra).

Kill Gil 2 e ½ chiude la trilogia legata alla vicenda di Gil Rossellini, colpito da una rara patologia e costretto sulla sedia a rotelle nel 2004. In questo ultimo capitolo, le scene della battaglia contro la malattia si alternano a quelle legate agli appuntamenti festivalieri e al mestiere di regista, nel segno del tenace sforzo per recuperare i ritmi e le potenzialità umane e professionali dell’autore e protagonista. Una testimonianza toccante che al tempo stesso costituisce impegno sociale per i diritti dei disabili. Un diario schietto e privo di fronzoli messo a disposizione del pubblico con auto ironia, realismo e candida spudoratezza.

Note di regia

A Novembre, il 19 per l’esattezza, sarà il 4° anniversario delle mie disavventure legate alla salute. Con Kill Gil (Vol. 2 e ½) si chiude la trilogia con la quale ho cercato di trasmettere agli altri quello che mi è successo, sia esteriormente che dentro la mia testa. L’ho fatto col linguaggio a cui sono abituato, quello del documentario o, se vogliamo essere più precisi, con la formula del video-diario.

Con questo si chiude, e questa volta per davvero, il mio narrare di me stesso. Come ho già detto e qui ribadisco, farò KG3 solo se torno a camminare, cosa che per lo stato attuale della medicina è assolutamente impossibile. Certo, rimane la mia speranza in un miracolo, ma sopratutto la voglia di vivere questa condizione nel modo migliore possibile.

È ora per me di tornare a raccontare di fatti altrui, cosa che in parte ho già fatto realizzando in questi ultimi diciotto mesi documentari che nulla avevano a che fare con me e con la mia malattia: El Sur De Vuelta, un road documentary sul Sud del Libano un anno dopo l’ultima guerra. Di questo film ho fatto da supervisore sia alla produzione che alla regia, telecomandando il tutto dal mio letto. Prima però avevo realizzato due documentari in prima persona, un corto di 15 minuti per Raisat Cinema World sulla mia partecipazione al Festival documentaristico di Al Jazeera a Doha nel Qatar e prima ancora un film/concerto in alta definizione su una performance della Dizzie Gillespie Jazz Band. Presto sarò fuori dall’ospedale ed ho mille progetti tra i quali un film in stretta collaborazione con Rai Cinema, L’Indiano Con-Turbante, una commedia romantica che, insieme a Stefania Casini, dovrebbe vedere il mio debutto alla regia di un film cinematografico.

È strano come Einstein avesse ragione e tutto sia relativo a seconda del punto di vista: quando seppi che non avrei più camminato provai un’immensa e giustificata tristezza. E vidi nella sedia a rotelle uno strumento di tortura. Ora che sono a letto da tanti mesi la sedia a rotelle rappresenta per me un sogno bellissimo.

Sento un gran bisogno di normalità anche se mi rendo conto che ciò che rimane della mia vita, nel bene e nel male, non sarà poi tanto normale.

Ho perso le mie gambe ma ho trovato tanti amici e tutto sommato credo che sia stato un buon affare. E per onestà nei confronti dei miei amici e della mia famiglia non mi resta che fare il meglio che posso prendendo la vita un giorno alla volta.

10 Agosto 2008
Gil Rossellini

 

 

 

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3 ottobre 2008