La complessità del senso
22 11 2017

Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar

Pirates of the Caribbean: Dead Men Tell No Tales
Regia Joachim Rønning, Espen Sandberg
Sceneggiatura Jeff Nathanson
Fotografia Paul Cameron
Attori Johnny Depp, Javier Bardem, Kaya Scodelario, Brenton Thwaites, Kevin McNally, Goldshifteh Farahani, Stephen Grahma, David Wenham, Geoffrey Rush, Orlando Bloom, Martin Klebba, Adam Brown, James Mackay, Robert Morgan, Angus Barnet, Rupert Raineri, Danny Kirrane, Rachael Lorenz, Alexander Scheer, Rodney Afif, Stephen Lopez, Juan Carlos Vellido, Keira Knightley.

Fantastici i Caraibi di Johnny Depp. Favola infinita, senza sconfinamenti nella serialità televisiva, il capitano Jack Sparrow beve e barcolla dalle parti delle Antille dal lontano 2003 (La maledizione della prima luna). Da quando il furbo Barbossa (Geoffrey Rush) gli rubò la “Black Pearl” e rapì la figlia del governatore di Port Royal, Elizabeth (Keira Knightley), le disavventure di Jack non hanno smesso di infittire la trama paradossale e quasi comica delle sue gesta quasi involontarie, colorate da un fantastico fatalismo esistenzialista che ben si è sposato con le tendenze del suo secolo. I tempi seicenteschi, notoriamente, baroccheggiarono rigonfiandosi e dilatandosi in dimensioni che sembrarono poi esagerate a qualcuno, ma che risultarono infine progressive, oltre la noia del classicismo. Sicché il popolo dei pirati, eccessivamente pratico nella contestazione violenta del traffico navale e commerciale dominante, poté esser visto con spirito divertito e tuttavia irriverente ben oltre la misera contingenza delle stesse disgrazie piratesche. Niente a che vedere col malaffare del ristretto Mediterraneo odierno e le sue migrazioni diabolicamente “assistite”. Piuttosto, in un’ansia tutta americana di recupero attualizzato delle più antiche mitologie (oh la nascita del vecchio mondo!), stavolta si arriva fino a Poseidone, dio greco del mare e degli sconvolgimenti terrestri legati alla potenza delle acque. Già, visto che comunque siamo in mare… Truccato come al solito, zingaro navigatore, Jack ballonzola e salta, occhieggia e “cazzeggia” allusivo, improvvisando battute per i futuri nipoti (fino a oggi): “Ricaricaa!”, “Una sola gamba e palle così grosse?!”, “Il segreto dei morti su una nave uscita da una bottiglia!”. Al proposito, qui i morti sono vivi, insomma morti viventi come in tanti film. E sono il nemico più terrificante da cui guardarsi. Il loro capo, Salazar, ha il volto (si fa per dire) di Javier Bardem, quasi riconoscibile nella maschera digitale di cui si veste il suo popolo di marinai fantasma, masse scheletriche animate dalla pia missione di annientare definitivamente ogni minima parvenza di pirateria. In fuga dal Triangolo del Diavolo, i mostri d’oltretomba subacquea potranno essere sconfitti soltanto se si riuscirà a recuperare il Tridente di Poseidone. Il problema è trovarlo: com’è profondo il mare… Ma Galileo (altro recupero, oh la Cultura!) che ha lavorato a fare? Col suo cannocchiale non cercava forse il Tridente tra le stelle? Ed ecco a voi Carina Smyth (Kaya Scodelario), astronoma fascinosa – “Mi lasci per un’orologiaia in mutandoni?”, protesterà un’altra. Solo Carina, occhio alle stelle, potrà dire finalmente: Voilà il Tridente! Con lei sarà contento anche Henry, giovane della Royal Navy, pronto al mestiere e alla coppia. Il finale non lo diciamo, ovvio. Soltanto, vi sembrerà di rivedere, in lontananza, la Keira Knightley di una volta. Infine, last but not least, la competizione accanita tra piano narrativo, sviluppo scenico e soluzioni digitali in 3D: lotta dura e incessante nei continui risvolti e nelle raffiche, che riassumono e rilanciano senza sosta l’avventura infinita. Il match è pari, nel rispetto dell’umorismo.

Franco Pecori

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24 maggio 2017