La complessità del senso
20 09 2017

Una notte al museo

film-unanottealmuseo.jpgNight at the museum
Regia Shawn Levy, 2006
Sceneggiatura Thomas Lennon, Robert Ben Garant
Fotografia Guillermo Navarro
Attori Ben Stiller, Robin Williams, Steve Coogan, Carla Gugino, Owen Wilson, Kim Raver, Mickey Rooney, Dick Van Dyke, Bill Cobbs.

La storia è viva. Una banalità? Il rischio c’era, ma Levy porta il problema sul versante della fantasia e si avvicina alla “verità” della storia più di quanto lo facciano certi film che, secondo la moda imperante vantano di aver origine “da una storia vera”. Ripetere, riprodurre, infatti, non è necessariamente sinonimo di verificare, svelare, dire il “vero”. Il Museo di Storia Naturale di New York, di cui Larry (Stiller) diviene guardiano notturno, si trasforma, per magia del cinema, in luogo di incontri e stratificazioni naturali e storiche, così coerenti nell’immaginazione visionaria del regista da risultare del tutto verosimili e, al dunque, “vere” rispetto alla scienza che le studia, le ordina e le mette in mostra. Il film è molto più divertente di questo discorso, ma era necessario sottolineare come un lavoro di “invenzione” possa competere, quanto a interesse verso il “reale”, con certe attitudini al “vero”, troppo spesso proclamate e non perseguite. Sicché, proprio di questa “Notte al museo” verrebbe da dire con maggior approssimazione: “tratto da una storia vera”, cioè dalla vera storia del mondo così come quel museo la rappresenta ai visitatori. E quindi anche come Levy la “rianima” per gli spettatori del suo film. Il protagonista è “uno normale, che deve trovare un posto fisso”, se non altro per non deludere le aspettative che su di lui ha il suo figliolo. Tenendo fede alla maschera consolidata che lo contraddistingue già da alcune interpretazioni (Ti presento i miei, Mi presenti i tuoi?,  E alla fine arriva Polly), Stiller indossa i panni di un giovane uomo stralunato il cui inserimento nella normale routine quotidiana appare piuttosto improbabile. Ma quel museo, di notte, è un’occasione del tutto speciale. Una magica tavola dell’antico Egitto ha il potere di resuscitare, dal tramonto all’alba, gli “ospiti” di tutte le ere che abitano nelle diverse sale. E così Larry vede muoversi attorno esseri di epoche storiche lontane tra loro, come in un’unica scena universale e contemporanea. Con autoironia e sorridendo di sé, la Storia si rimescola in una piacevole “lectio non magistralis”.

Franco Pecori

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2 febbraio 2007