La complessità del senso
22 11 2017

Una gita a Roma

film_unagitaaromaUna gita a Roma
Regia Karin Proia, 2015
Sceneggiatura Karin Proia
Fotografia Daniele Nannuzzi
Attori Libero Natoli, Tea Buranelli, Karin Proia, Chiara Conti, Raffaele Buranelli, Carlo De Ruggieri, Silvana Bosi, Fulvio Calderoni, Matteo Micheli, Helmut Hagen, Lucia Batassa, Pietro De Silva, Fabrizio Apolloni, Mauro Mandolini, Giovanni Lombardo Radice, Giacomo Fadda, Pino Borselli, Massimiliano Frateschi, Francesca Cardinale, Stefano Ambrogi, Massimiliano Vado, Davide Merlini, Phil Palmer, Francesco Buranelli. Partecipazione straordinaria di Claudia Cardinale e Philippe Leroy.

Con gli occhi di Francesco (Libero Natoli)  e di Maria (Tea Buranelli), Roma è tanto bella, una città che incanta, colpisce la fantasia. Meglio di altri, i turisti che fanno la fila per visitare i Musei Vaticani e si affacciano a Piazza Navola e passeggiano attorno al Colosseo possono capire la meraviglia dei due piccoli protagonisti del film dell’esordiente Karin Proia. la radice è autobiografica. Nata a Latina e cresciuta nella provincia, la regista si immedesima nella fantasia dei due fratellini, Francesco di 9 anni e Maria di 5. Sognata più volte, finalmente la gita a Roma si realizza nel giorno del compleanno di Francesco. Ma neanche il modo di arrivare ed ecco che un contrattempo crea le condizioni per l’avventura non prevista. E i due bambini, tenendosi per mano, si avviano per la metropoli. Francesco è appassionato d’arte e vuole finalmente visitare la Cappella Sistina, la sorellina lo segue buona buona. Dopo un avvio narrativamente molto elementare e insistito sul piano espressivo con tutte le “mossettine” aggraziate di cui possono essere maestri i piccoli davanti alla cinepresa (ma i grandi non sono da meno), il film entra in una dimensione più favolistica, mescolando una suspence infantile con l’immaginario vagamente felliniano per descrivere una Roma dalle mille novità anche spettacolari e dalle curiosità più sorprendenti. L’ovvietà dell’occhio turistico è superata, in parte, dall’ottica soggettiva dei due piccoli, immersi in completa autonomia nel percorso avventuroso verso il mitico spettacolo dell’arte michelangiolesca. Tutto è nuovo e affascinante al cospetto di Francesco e Maria, e i pericoli della grande città restano sfumati nella prospettiva fiabesca di una gita indimenticabile. Tra i personaggi che i due piccoli incontrano, formano una parentesi narrativa quasi del tutto autonoma i due anziani fratelli francesi, Marguerite e Jean (Claudia Cardinale e Philippe Leroy), nella cui casa entrano i piccoli turisti per una sosta forzosa quanto inessenziale. Altrettanto “inutile” lo schema narrativo dell’ovvia ricerca dei “figli perduti” con relativo finale che non staremo a raccontare. Bravi i due piccoli attori esordienti. Auguri per un futuro possibilmente non pubblicitario. Di riguardo assoluto il contributo tecnico di professionisti quali Daniele Nannuzzi (fotografia), Mirco Garrone (montaggio), Nicola Piovani (musica).

Franco Pecori

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4 maggio 2017