La complessità del senso
21 09 2017

Se permetti non parlarmi di bambini!

film_sepermettinonparlarmidibambiniSin Hijos
Regia Ariel Winograd, 2015
Sceneggiatura Mariano Vera
Fotografia Félix Monti
Attori Diego Peretti, Maribel Verdú, Guadalupe Manent, Martín Pioroyansky, Horacio Fontova, Marina Bellati, Guillermo Arengo, Pablo Rago, Jorgelina Aruzzi, Erika De Sautu Riestra, Lucía Maciel, Esteban Menis, Carla Pamdolfi, Iair Said.

Estremo, ma semplice. Autore di grandi successi al botteghino argentino, Ariel Winograd (Buenos Aires, 1977) trasmette una naturale simpatia dovuta al contrasto tra situazione “impossibile” e prevedibilità della soluzione. Gabriel (Diego Peretti), separato e con una figlia di 8 anni, Sophia (Guadalupe Manent), assennata e perspicace a fargli quasi da mamma, vende strumenti musicali e non si preoccupa molto di dare un senso alla propria vita sentimentale. Ma ecco che riappare la ragazza di cui s’innamorò da adolescente. Ora Vicky (Maribel Verdú) è una donna indipendente che lo affascina con il suo disinvolto dinamismo e la sicurezza nel comportamento. E si prendono al volo, hanno una gran voglia di stare insieme. Senonché Vicky ha una rigidità che non intende sciogliere per nulla al mondo: esprime con molta chiarezza la sua avversione per i bambini. Gabriel le tiene nascosta la presenza di Sophia in casa e per farlo s’impegna in puntuali e sbrigative risistemazioni  delle stanze e degli armadi, in modo da cancellare le tracce della bambina. Ma è intuibile che la cosa non potrà durare. E mentre i rischi di vedere scoperto l’altarino si fanno sempre più ricorrenti e ravvicinati, traspare la forza “persuasiva” della piccola figlia/madre, con la sua sapiente sfrontatezza e deflagrante ingenuità. La brava attrice bambina, nei panni di Sophia, avverte il padre e tutti gli adulti di quanto sia sbagliato non considerare l’importanza dei piccoli nel contesto quotidiano e scopre all’occhio degli spettatori come il quadro morale dell’infanzia possa tendenzialmente esprimere istanze di conservazione. Sarà proprio la bambina a condurre i due amanti verso la soluzione prevedibile e prevista. L’andamento della commedia fa conto su un manierismo tranquillizzante che garantisce la non-ostilità del paradosso e attenua ogni sottostante ambiguità filosofica. Semplice.

Franco Pecori

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29 settembre 2016