La complessità del senso
23 11 2017

Bellaria, tutto Whitehead

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Continua l’attenzione primaria per il documentario anche nelle sezioni competitive

Concorso AnteprimaDoc
Premio Casa Rossa Doc
CortoDoc

Uno dei temi di quest’edizione è l’anniversario del Sessantotto, raccontato, ad esempio, attraverso Cinema musica rivoluzione, la retrospettiva sul documentarista Peter Whitehead (ospite alla rassegna), regista, negli anni ’60 e ’70 di famosi rockumentary e autore di videoclip ante litteram.

Fra i protagonisti del festival, Renzo Arbore, con un omaggio a L’altra domenica. «Abbiamo pensato di vedere anche cosa è successo dieci anni dopo il ’68 e ci è sembrato che le cose più interessanti ci fossero in tv», ha detto Fabrizio Grosoli, direttore del festival. La serata di reunion del cast della trasmissione sarà trasmessa da Raisat Extra, la sera dell’8 giugno, con il titolo: Una tivù dell’altro mondo, tagli ritagli e frattaglie de L’altra domenica.

Altri momenti del festival

– L’anteprima assoluta di Gomorra, cinque storie brevi, il backstage del film di Matteo Garrone.
– L’omaggio a La macchina cinema, l’inchiesta Rai in 5 puntate realizzata 30 anni fa da Agosti, Bellocchio, Petraglia e Rulli.
– La serata-evento con Ascanio Celestini (Diari musica e parole).
– L’antologia di pillole d’informazione di Current Tv, il network creato da Al Gore, visibile in Italia su Sky.
– Il documentario che l’attrice Sandrine Bonnaire ha dedicato alla sorella autistica, Elle s’appelle Sabine .
– She’s the boy I knew, documentario girato da Gwen Haworth, regista transgender, sulla propria esperienza.  

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Con il patrocinio e il supporto dell’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia Romagna, si conferma anche per il 2008 la collaborazione tra Bellaria Film Festival – AnteprimaDoc e Biografilm Festival – International Celebration of Lives. Dopo la retrospettiva dedicata a D.A. Pennebaker e Chris Hegedus dal titolo Dont Look Back nel 2007, quest’anno la retrospettiva, per la prima volta in Europa in forma integrale, è dedicata al geniale cineasta inglese PETER WHITEHEAD, inventore del videoclip (fu il primo a realizzarlo nella storia del rock), interprete delle tensioni creative del ’68 e regista di film-monumento per band come gli Stones, i Pink Floyd, i Led Zeppelin. Whitehead è diventato negli anni una figura quasi leggendaria: il suo ultimo film è del ’77, e il suo cinema è riscoperto solo oggi. In occasione dell’omaggio sarà pubblicato il primo volume al mondo sul suo cinema, a cura di Laura Buffoni e Cristina Piccino.

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Peter Whitehead sarà ospite a giugno di entrambi i festival. Tra i numerosissimi videoclip girati dal regista, anche quelli degli Small Faces, Beach Boys, di Jimi Hendrix, di Nico. La biografia di Whitehead si snoda negli anni cruciali del secondo Dopoguerra. Studente d’arte che divide negli anni della facoltà il college con Syd Barrett (l’ispiratore dei Pink Floyd), viene ingaggiato dalla RAI come cameraman a Londra. Un’esperienza fondamentale insieme alla scoperta dei grandi maestri del tempo: Antonioni, Bergman e naturalmente Godard, il regista che ha più influenzato la sua opera, del quale Whitehead ha anche curato la traduzione inglese delle sceneggiature.

Tra i molti titoli che verranno proposti per la prima volta in Italia il primo film, Wholly Communion (65), sintesi -in poco meno di un’ora- dell’evento epico del reading alla londinese Albert Hall, che raduna su un palco, nel ‘65, tutti i poeti della mitica Beat Generation di Ginsberg e Ferlinghetti. E’ per questo che Andrew Loog Oldman, il manager dei Rolling Stones (allora appena agli inizi) lo chiama per girare un film sul tour in Irlanda del gruppo. Charlie is my Darling (’66, dove Charlie è Charlie Watts, il batterista) è il primo film di una serie che vede la band protagonista- l’ultimo è Shine the Lights (2008) di Martin Scorsese. Il film seguente di Whitehead nasce dall’incontro col regista teatrale e drammaturgo Peter Brook: The Benefit of the Doubt (67) è una feroce critica alla guerra americana in Vietnam. Intanto “Time” ha consacrato la definizione di “Swinging London”. Ed è questo il punto di partenza per Tonite Let’s all Make Love in London (’67), titolo “rubato” a un verso di Ginsberg, nel quale Whitehead mescolando immagini di giornali, cartelloni pubblicitari, gente ripresa in strada e star prova a smantellare il mito mediatico evidenziando il conflitto: la repressione, la povertà. l’influenza della Cia nella politica interna britannica. Il flusso segue il sound dei Pink Floyd, già immortalati in concerto nel club Ufo e in studio durante la registrazione di Interstellar Overdrive, diventato poi la colonna sonora di London ’66-’67 – Pink Floyd The Movie. Whitehead, colpito dall’assassinio di John Kennedy, lavora a una sceneggiatura sul tema dell’omicidio politico; per questo torna negli Stati Uniti nel maggio del ‘68, poco dopo la morte di Martin Luther King. Un mese dopo gli studenti occuperanno la Columbia University di New York: Whitehead è l’unico presente con la macchina da presa, e documenta l’occupazione e il violento intervento finale della polizia. The Fall (’69) è l’ultimo film realizzato prima di un periodo di ritiro che dura fino al ‘73, l’anno di Daddy, fiaba nera nutrita dalle ossessioni fantastiche dell’artista Niki de St.Phalle, sua fidanzata al momento delle riprese, e nel ‘77 con Fire in the Water, quasi un requiem per gli anni Sessanta. Whitehead viene riscoperto negli anni Novanta con la riedizione (‘94) dei materiali sui Pink Floyd in dvd. Nel frattempo aveva abbandonato il cinema per dedicarsi alla scrittura di alcuni romanzi. Ora è tornato dietro la macchina da presa a Vienna dove sta girando Terrorism Considered as One of the Fine Art ispirato a un suo racconto sulle vicende di un gruppo di ecoterroristi.

 

 

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8 maggio 2008