La complessità del senso
20 11 2017

Risorto

film_risortoRisen
Regia Kevin Reynolds, 2016
Sceneggiatura Kevin Reynolds, Paul Aiello
Fotografia Lorenzo Senatore
Attori Joseph Fiennes, Tom Felton, Peter Firth, María Botto, Luis Vallejo, Antonio Gil, Richard Atwill, Cliff Curtis, Stephen Hagan, Frida Cauchi, Mark Killeen, Stewart Scudamore, Andy Gathergood, Stephen Greif, Selva Rasalingam, Karim Saleh, Manu Fullola, Mario Tardón, Stavros Demetraki, Pepe Lorente, Alberto Ayala, Mish Boyko.

Non temete, è un messaggio di pace. La Resurrezione di Cristo vista nella sua prospettiva politica. Ponzio Pilato (Peter Firth), prefetto della Giudea, vive un equilibrio difficile e Yeshua crocefisso (Cliff Curtis) può divenire simbolo di una instabilità pericolosa a Gerusalemme. Converrà sistemare la tensione, come si vuole colà dove si puote, cioè a Roma, prima che la “scomparsa” del cadavere del Messia (organizzata dai suoi seguaci?) si trasformi in un “miracolo” di sovversione. Quando Cesare arriverà tra pochi giorni in visita troverà un ambiente pacioso. Ma le cose si evolvono diversamente da come pensava il prefetto e la sua fissazione per le “mani pulite” non funzionerà. Comunque vediamo come il seguace di Cesare avrebbe tentato di risolvere, affidando un’inchiesta urgente e accurata al tribuno Clavio (Joseph Fiennes), soldato valoroso e cautamente ambizioso – lo dice egli stesso, vuole arrivare a Roma e comprarsi una villa in campagna. Aiutato dal fido Lucio (Peter Firth), Clavio cercherà di risolvere il mistero di quelle funi spezzate e di quella enorme e pesantissima pietra rimossa durante la notte in cui la tomba di Gesù è stata (maldestramente) affidata a due guardie rimaste senza cena e con una fiasca di vino da bere. Gira che ti rigira, il corpo del crocefisso non si trova. Se ne raccoglie un altro (le fosse sono piene di resti di giustiziati), si fingerà che sia quello di Yeshua. Ma il Messia è vivo (redivivo, si direbbe di questi tempi) ed è tra loro, i seguaci. C’è anche Maria Maddalena (María Botto). E il suo fascino – come potrebbe essere altrimenti? – ha la sua importanza. Così Clavio, invece che a Roma, finirà in Galilea, dove gli apostoli (ma sì, li abbiamo riconosciuti) vivono le prime esperienze di gruppo, accompagnati e assistiti dagli interventi miracolosi del Risorto, uno su tutti quello della Pesca Miracolosa. Kevin Reynolds, proveniente da Fandango (1985) e da Rapa Nui (1993), da Montecristo (2002) e da Tristano e Isotta (2005), affronta il genere peplum con spirito battagliero, pensando al poliziesco e al thriller d’inchiesta, senza tuttavia stravolgimenti impressionanti. Diremmo con minore ingenuità estetica e ideologica rispetto ai gloriosi anni di Quo Vadis (1951) – del resto, anche la situazione in Palestina ha avuto le sue evoluzioni non da poco – e con maggiore forza persuasiva circa la problematicità storica, culturale e politica relativa a quei tempi lontani. La fede non viene toccata, ovvio. E la faccia di Fiennes mostra turbamenti sufficientemente discreti.

Franco Pecori

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17 marzo 2016