La complessità del senso
20 09 2017

Il treno per il Darjeeling

film_iltrenoperdarjeeling.jpgThe Darjeeling Limited
Wes Anderson, 2007
Owen Wilson, Adrien Brody, Jason Schwartzman, Amara Karan, Camilla Rutherford, Irfan Khan, Bill Murray, Anjelica Huston.
Venezia 2007: Leoncino d’oro.

Famiglie difficili. Dopo I Tenenbaum (2001 – Tutti geni e un padre che beve) e Le avventure acquatiche di Steve Zissou (2004 – Una “nave di folli” dà la caccia allo squalo cattivo che ha ucciso il fratello di Steve), Anderson continua nella decostruzione parentale salendo sul treno (non meno “folle” della nave di Zissou) con tre stralunati fratelli, Francis (Wilson), Peter (Brody) e Jack (Schwartzman), alla ricerca dell’armonia perduta. Il viaggio riserverà sorprese, sia per l’effetto che può fare l’India sui tre personaggi già per conto loro non poco estranei a se stessi, sia per la difficoltà di comunicazione tra persone che da tempo non si parlano e che scoprono di non conoscersi e di riconoscersi a stento. La filosofia del viaggio è esposta ed “eseguita” da Anderson con un senso dell’ironia raffinato e piacevole, scopertamente rivolto ad un pubblico altrettanto raffinato. La stessa scelta del treno come location principale, in movimento, è dovuta, per dichiarazione dello stesso regista, ad una passione cinefila che si spinge fino all’archetipo dei Lumière (L’arrivée d’un train en gare de La Ciotat, 1895). Con apprezzabile acume Anderson riesce a tenere teso il filo dell’assurdo, cucendo insieme avventura e comicità, dialettica spirituale e sorprese della contingenza. Man mano che la reciproca intrusione dei tre fratelli procede, l’itinerario programmato si spappola lasciando spazio alle verità personali, finché arriva un liberatorio «via le valigie», che solleva dal carico iniziale le tre “anime” e le proietta, fuori dal film, verso più consapevoli paesaggi.

Franco Pecori

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2 maggio 2008