La complessità del senso
22 09 2017

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Lee Tamahori, 2007
Nicolas Cage, Julianne Moore, Jessica Biel, Thomas Kretschmann, Tory Kittles, Roybal Jose Zuniga, Jim Beaver, Jason Butler Harner, Michael Trucco.

«Il futuro ogni volta che lo guardi cambia perché l’hai guardato e questo cambia tutto il resto». Può sembrare una considerazione filosofica un po’ confusa e metaforica, ma il protagonista, Cris Johnson (Cage), il futuro lo guarda sul serio, sia pure limitato ai due minuti succesivi al presente. E per lui la vita non è semplice. Per renderla più sopportabile, Cris esercita la professione di mago, esibendo i suoi “miracoli” in un locale di Las Vegas. In questo modo i “normali” non fanno caso alle sue vere qualità speciali. E il mago ne approfitta per assicurarsi anche straordinarie vincite al gioco. In questo meccanismo più che insolito interviene la situazione ultradrammatica creata dal tentativo di alcuni terroristi che hanno pensato bene di piazzare un ordigno nucleare nel cuore di Los Angeles. L’Fbi è in difficoltà. Ma l’agente Callie Ferris (Moore) ha l’intuizione di utilizzare le doti Cris per prevenire e sventare l’attentato. Sarà una questione di tempi, tempi molto stretti. La terza componente della vicenda, contemporanea alla svolta thriller nella vita di Cris, è l’attrazione, da lui attesa e giustamente “prevista”, per la ragazza che da sempre voleva incontrare. Ed è proprio la bionda Liz (Biel) l’elemento decisivo per lo scioglimento del nodo. Mentre sulla donna confluiscono i rischi e i pericoli, giacché i terroristi la usano come scudo per non essere presi, il sentimento che Cris prova lo induce allo sforzo massimo di preveggenza. Il finale lo lasciamo allo spettatore. Dobbiamo però dire che il film, nella sua realizzazione concreta, non risponde in pieno alle sollecitazioni della trama. Il “trucco” del flash in avanti (next), dopo un primo momento di sorpresa (data anche l’abitudine, nel cinema, al flash-back), risulta un gioco meccanico che contrasta con lo sviluppo drammatico e, per così dire, lo depotenzia. La stessa Julianne Moore, appare fuori ruolo. E dunque, l’interesse principale del film sta oltre il film, nel suo carattere fantascientifico, per nulla tranquillizzante. In un certo senso, ci si prefigura la possibilità di una guerra “mista”, in cui la copertura tecnologica (il sistema di controllo elettronico di tutto ciò che facciamo ovunque lo facciamo) è complementare alle qualità extrasensoriali delle persone, in un quadro di aggressività latente e “misteriosa”. Per fortuna resta viva la speranza dell’amore.

Franco Pecori

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4 aprile 2008