La complessità del senso
17 12 2017

Donnie Darko

film_donniedarko.jpgDonnie Darko – The Director’s Cut

Richard Kelly, 2004

Jake Gyllenhaal, Jena Malone, Drew Barrymore, Mary McDonnell, Patrick Swayze, Maggie Gyllenhaal, Katharine Ross.

 

Fantascienza e psicoanalisi per un film che sembra per ragazzini, ma che propone, in modo nemmeno tanto implicito, temi non proprio superficiali. Chi è Donnie Darko? Un adolescente sonnambulo e forse schizofrenico? Un essere umano a cui tocca il destino di sperimentare sul proprio “io” la fine del tempo, la fine del mondo?. O, più in generale, è uno di noi, alle prese con la coscienza di sé e della storia? Prodotto nel 2001 e passato a Venezia 2004 (“Mezzanotte”), esce il film di fantascienza più inquieto degli ultimi tempi. Siamo in ambito “culturale”. Donnie, ragazzo interessato ai libri, è un segno di continuità con “L’alba del giorno dopo” (Gyllenhaal era Sam, il ragazzo che si salvava dalla catastrofe ecologica rifugiandosi in biblioteca). E la psicoanalista che lo cura è la Katharine Ross de “Il laureato”. Il regista sembra quasi raccogliere in eredità l’istanza di un’evoluzione interiore, con l’invenzione geniale del coniglio “mostruoso” che, nella mente di Donnie, predice la scadenza del tempo dopo soli 28 giorni. Un motore d’aereo cadrà veramente sulla casa del ragazzo distruggendone la famiglia. Terribile coincidenza.

Franco Pecori

Print Friendly

26 novembre 2004