La complessità del senso
22 11 2017

In amore niente regole

film_inamorenienteregole.jpgLeatherheads
George Clooney, 2008
George Clooney, Renée Zellweger, John Krasinski, Stephen Root, Wayne Duvall, Keith Loneker, Malcolm Goodwin, Matt Bushell, Tim Griffin, Robert Baker, Nick Paonessa, Bill Roberson, Mark Teich.

Le regole del gioco, ossia il tema centrale dei film del Clooney regista. Confessioni di una mente pericolosa (2003) apriva uno squarcio critico sul modo “disumano” di gestire le persone imprigionandole in  un format televisivo. Good night, and Good Luck (2005) denunciava con nuova incisività, rispetto a tentativi precedenti, lo speciale condizionamento dei media americani durante il maccartismo. Alla sua terza regia, Clooney sembra preferire una chiave più “leggera”, mettendosi in scena in coppia con Zellweger, in una commedia di costume che racconta il momento di passaggio, negli anni ’20, dal football dilettantistico a quello professionistico. Il titolo originale, “Teste di cuoio”, allude ai caschi protettivi dei giocatori. La traduzione italiana, un po’ bislacca, mentre accentua il carattere sentimentale del film, ne suggerisce però (involontariamente?) una lettura strutturale, forse anche più giusta, facendo salire in primo piano appunto il tema delle regole. Cala, invece, l’importanza della contesa amorosa tra il giocatore veterano Jimmy “Dodge” Connolly (Clooney)  e il nuovo acquisto Carter Rutherford (Krasinski) per amore della giornalista sportiva Lexi Littleton (Zellweger). Presto, infatti, il gioco si fa “duro”, anche al di là delle ruvidezze del football. Lexi, ambiziosa e carrierista, punta allo scoop, avendo subdorato che le gesta militari (prima guerra mondiale) di cui si vanta Carter possano essere state non propriamente gloriose. Sicché la partita finale si presenta come la scena ideale per mettere in pratica una filosofia delle regole alquanto realistica. Con una vittoria i dilettanti di Dodge, passando definitivamente al professionismo, possono liberarsi dalla schiavitù del lavoro in miniera. E pazienza se il capitano dovrà per una volta ancora comandare uno dei vecchi trucchi “irregolari”. Ben altre, d’ora in poi, saranno le regole da tenere sotto controllo, tanto che già s’invoca un “commissario per il football”. In definitiva, la commedia risulta divertente, nonostante richieda una dose d’attenzione in più, per non perderne il senso strada facendo.

Franco Pecori

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11 aprile 2008