La complessità del senso
25 09 2017

The Walk

Layout 4The Walk
Regia Robert Zemeckis, 2015
Sceneggiatura Christopher Browne, Robert Zemeckis
Fotografia Don Burgess
Attori Joseph Gordon-Levitt, Ben Kingsley, Charlotte Le Bon, James Badge Dale, Ben Schwartz, Steve Valentine, Clément Sibony, Mark Camacho, Sergio Di Zio, Benedict Samuel, Jason Blicker.

«Camminare sul filo è la vita», spiega in apertura l’artista di strada Philippe Petit (bravissimo Joseph Gordon-Levitt), protagonista dell’impresa trasgressiva del 7 agosto 1974, quando da funambolo eccelso camminò su un filo d’acciaio steso da lui medesimo tra le due Torri Gemelle, a Manhattan. Robert Zemeckis, l’autore “pazzesco” di Ritorno al futuro (1985) e di Forrest Gump (1994), ci riporta sul luogo ormai simbolo triste di una insanabile rottura del tempo (11 settembre 2001) recuperandone una dimensione”eterna” con una magia stilistica ben più importante delle spettacolari sequenze culminanti nella famosa “camminata” unica e proibita. All’inizio del film, Petit si rivolge direttamente allo spettatore e racconta della sua passione per i giochi del circo e di strada, specialmente per l’equilibrismo più ardito. Mimo, giocoliere, funambolo autodidatta vivo ancor oggi (nato nell’Île-de-France, a Nemours, 66 anni fa), Philippe fu attratto fin dalle sfide dell’equilibrismo e decisivo fu l’incontro con il mitico maestro Papa Rudy (Ben Kingsley, uno dei pochissimi attori della storia del cinema con il dono sacerdotale della gestione del mistero). Poteva essere una semplice fase introduttiva del racconto, invece Zemeckis la confeziona in un modo tutto speciale, con un tocco che ci dà la sensazione di essere nel cinema classico, segnato da quella leggerezza e disinvoltura del montaggio staremmo per dire chapliniana. Fa parte di questo gioco iniziale anche l’incontro poetico con la ragazza Annie (Charlotte Le Bon), dolce cantante con la chitarra, interprete di canzoni improvvisate negli spazi pubblici fatalmente contigui agli spettacoli di Philippe. Il fascino di Parigi fa il resto e dalle torri di Notre-Dame alle Twin Towers del World Trade Center il passo sarà breve. Ma sarà importante, nell’economia del film, fantastico e non documentario – pur essendo vera la storia raccontata -, non mettere da parte il tono quasi fiabesco con cui il regista ci ha condotti per mano a partecipare all’impresa di Petit. In questo modo, la sfida del funambolo resterà nel campo suo proprio. Partendo come “camminata illegale a sorpresa”, si nutrirà di soluzioni spettacolari mozzafiato (soprattutto grazie all’uso appropriato e opportuno di un 3D tecnologicamente avanzato) sublimandosi però nella dimensione di una verità umana che non ammette trucchi interiori: «In scena non si mente – avverte Papa Rudy – il pubblico capirà sempre che cosa hai nel cuore». E nemmeno “esteriori”: siamo invitati a seguire i dettagli dell’azione, le soluzioni anche tecniche che Philippe è costretto a inventare per risolvere il problema di stendere il cavo da una torre all’altra. Ha trovato compagni d’avventura raccattandoli strada facendo, ma l’impresa è sua e pone tuttora, volendo, questioni non semplicemente tecniche. [Designato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani SNCCI]

Franco Pecori 

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22 ottobre 2015