La complessità del senso
18 10 2017

Cenerentola e gli 007 nani

film_cenerentolaegli007nani.jpgHappily n’ever after
Paul J. Bolger, 2007
Animazione. Voci orig.: Sigourney Weaver, Sarah Michelle Gellar, Andy Dick, Freddie Prinze Jr., Jon Polito, Jill Talley, Lee Arenberg, Phil Proctor.

Rivoluzione delle fiabe, di tutte. Capovolgimento radicale dei racconti, nei caratteri dei personaggi e negli esiti. L’idea è di Mambo, assistente del Mago, il vecchio saggio che garantisce l’equilibrio tra Bene e Male nel Paese delle Fiabe. Il capo si è preso una vacanza e sembra questo il momento di movimentare la situazione. A Frieda, la Matrigna Cattiva, frustrata dal dover sempre cedere al trionfo del Bene, non sembra vero di poter spostare la bilancia dalla sua parte: Vissero felici e contenti? Mai più. La prima a subire la brusca sterzata del “destino” è Cenerentola. Svanirà per lei il sogno del Principe Azzurro. Ma la Matrigna non ha fatto i conti con Rick, il giovane lavapiatti innamorato della ragazza, né con le inaspettate qualità di “agenti segreti” dei Sette Nani. La battaglia sarà dura per tutti, ma, c’è da scommetterci, la bilancia riacquisterà il suo equilibrio prima della fine del film. Di buona fattura, gradevole nella realizzazione grafica, l’animazione poggia tuttavia sull’idea paradossale di invertire la struttura delle fiabe. Idea non facile da comprendere immediatamente, se il pubblico è composto da bambini.  E infatti, il regista sente il bisogno di spiegare l’operazione con una “voce narrante”. Il discorso strutturale può risultare impegnativo, tanto da attenuare l’effetto “poetico” dell’idea-base. Alcune battute denunciano in modo evidente il “dislivello” tra spiegazione e azione. Per esempio, si vede la Bella Addormentata che, sotto l’effetto malefico della Matrigna Cattiva, continua a dormire nonostante abbia ricevuto il bacio-sveglia e il narratore commenta: «Dorme ancora, qualcuno le porti un caffè doppio». E ancora di più, di fronte allo spettacolo del disordine, nel pieno della “rivoluzione”: «Ti prego, dimmi che è arte contemporanea!». Non è detto, per altro, che debba essere pacifico che una certa situazione di disordine sia da associare genericamente a forme artistiche del nostro tempo. Ciò assegnerebbe al ri-bilanciamento della fiaba (Cenerentola “felice e contenta con Rick”) un senso di “restaurazione” (viva l’arte tradizionale) bisognoso di ulteriore spiegazione, adatta, anche questa, più ai grandi che ai piccini.

Franco Pecori

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7 marzo 2008