La complessità del senso
19 11 2017

The Water Horse – La leggenda degli abissi

film_waterhorse.jpgThe Water Horse: The Legend of Deep
Jay Russell, 2007
Emily Watson, Alex Etel, Ben Chaplin, David Morrissey, Priyanka Xi, Marshall Napier, Joel Tobeck, Erroll Shand, Brian Cox, Louis Owen Collins, Bruce Allpress, Geraldine Briphy, Edward Campbell, William Johnson.

Il mostro è buono. Siamo noi gli aggressivi che sparano cannonate contro tutto ciò che si muove, che amiamo essere sempre “in prima linea” contro un nemico da annientare. Per fortuna ci sono i bambini, disponibili ad accogliere ogni segnale di bontà, anche il più fantasioso, senza pregiudizi. La leggenda è quella del lago di Loch Ness, in Scozia. Diciamo leggenda perché finora le apparizioni del mostro lacustre restano misteriose e non inequivocabilmente documentate. Ma risalgono al 590 e non si sono mai interrotte, fino all’ultima, del 2007. Russell (Vivere per sempre) si rifà al libro per ragazzi The Water Horse, di Dick King-Smith e utilizza per gli effetti speciali una super squadra di tecnici (Il Signore degli anelliKing KongLe Conache di Narnia). Ne viene fuori una creatura meravigliosa e simpaticissima che altro non cerca che un po’ di sincera compagnia. Il “mostro” marino è rinchiuso in un strano uovo, che il piccolo Angus (Etel) trova in una delle sue solitarie escursioni in riva al lago. Il bambino si sente solo, soffre dell’assenza del padre richiamato in guerra. Nel piccolo paese dove vive con la mamma (Watson) e la sorella più grande (Priyanka Xi) arrivano i soldati, un po’ buffi e quasi comici, pronti a difendere la Scozia dall’aggressione tedesca (siamo nel 1942). Tra gli sconosciuti c’è anche un uomo (Chaplin) alquanto misterioso che presto diventerà amico di Angus e lo aiuterà nella difficile avventura di salvare il mostro dai colpi di artiglieria, liberandolo verso il mare aperto.  Il film, “meraviglioso” e di fantasia non aggressiva, ci induce, progressivamente seguendo l’ingenua curiosità di Angus, a familiarizzare col mostro, subito battezzato Crusoe dal bambino che lo “ricovera” segretamente nella vasca da bagno. Crusoe cresce a vista e sconvolge l’ordine della casa. Soltanto Angus ne conosce l’indole buona e lo considera un vero amico. Lo seguirà anche nel lago, cavalcandolo felicemente in una prima sequenza liberatoria, molto bella, che trasmette gioia di vivere in libertà, e poi nel finale minaccioso e notturno, quando Crusoe, scambiato per un sottomarino tedesco, subisce l’attacco insensato dell’artiglieria scozzese. L’enorme amico resterà nel cuore di Angus per sempre. Ed è proprio Angus, ormai adulto e maturo, a raccontare di quell’avventura capitatagli da bambino. Nella locanda, due giovani turisti lo stanno ad ascoltare incantati.

Franco Pecori

Print Friendly

14 marzo 2008