La complessità del senso
20 09 2017

Persepolis

film_persepolis.jpgPersépolis
Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud, 2007
Animazione. Voci orig.: Chiara Mastroianni, Catherine Deneuve, Danielle Darrieux, Simon Abkarian, François Jerosme, Gena Rowlands, Tilly Mandelbrot
Cannes 2007: Prix du Jury.

Marjane cresce. La bambina, intelligente e vivace, ha 9 anni, vive con la famiglia in Iran. È il momento in cui sale l’opposizione dei capi religiosi alla politica di occidentalizzazione del Paese voluta dallo Scià. Per Marjane, che ascolta la musica “proibita” e vorrebbe essere un po’ punk, la vita si fa difficile. E per i grandi non va certo meglio. Mentre la bambina cresce, lo zio Anouche viene ammazzato, l’Iran viene attaccato dall’Iraq, si vive con la paura degli  Ayatollà. A 14 anni, Marjane viene mandata a studiare in Austria. Qui c’è il rovescio della medaglia. La ragazza deve superare i pregiudizi di chi vede in lei il fondamentalismo islamico solo perché è una giovane venuta dall’Iran. Sempre più sola, Marjane sente nostalgia della famiglia e torna a casa, dove ritrova la nonna, che comprende le sue aspirazioni ad una vita libera e tuttavia la corregge quando rischia di perdere l’integrità morale. Entrata in una scuola d’arte, Marjane avverte l’assurdità di studiare il nudo con le modelle completamente vestite e persino con la testa coperta dal velo. Quando poi si sposa, si accorge presto di non poter continuare in certe finzioni e se ne va definitivamente, questa volta in Francia. Il film è autobiografico e mantiene lo stile del fumetto (edito in Italia da Sperling & Kupfer) da cui è tratto. Coraggioso nella forma del contenuto, non cede a semplificazioni ideologiche, rispettando la complessità delle situazioni culturali e politiche. Speciale nella forma dell’espressione, lascia le tentazioni veristiche della tecnologia digitale per seguire l’ispirazione con un disegno in apparenza più tradizionale (quasi tutto in bianco e nero) e invece modernissimo, che rende essenziale il tratto simbolico. Sfiorando l’espressionismo senza troppo darlo a vedere, l’animazione trasmette il sentimento profondo di un disagio individuale forse irrimediabile. Marjane è cresciuta e porta con sé la pesante esperienza di una giovane vissuta nel cuore della crisi attuale.

Franco Pecori

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29 febbraio 2008