La complessità del senso
19 11 2017

Teneramente folle

film_teneramentefolleInfinitely Polar Bear
Regia Maya Forbes, 2014
Sceneggiatura Maya Forbes
Fotografia Bobby Bukowski
Attori Mark Ruffalo, Zoe Saldana, Imogene Wolodarsky, Ashley Aufderheide, Beth Dixon, Keir Dullea.

Oh l’esaurimento nervoso! Che bei tempi, quando i bambini non erano fissati con la playstation e amavano andare in bicicletta! Simbolo evolutivo della società occidentale avanzata sulla tre quarti di secolo (fine anni Settanta), il disturbo bipolare proietta la psiche in su, caricandola di esagerato ottimismo e, alternativamente, la sprofonda nella depressione. Le persone vivono una condizione contrastata che le rende sostanzialmente inaffidabili nella gestione del vivere quotidiano.  Il fattore ambientale ha la sua importanza. La sceneggiatrice americana Maya Forbes  – commedie per la Tv e film come Mostri contro alieni (2009) o Diario di una schiappa (2012) – passa alla regìa attingendo alla propria storia personale. Il disturbo di Cameron (Mark Ruffalo), marito separato di Maggie (Zoe Saldana), è raccontato con tenera partecipazione e com-passione, l’amore per la famiglia è la chiave di lettura principale per constatare come certe potenziali crisi del sistema marito/moglie/figli si possano risolvere nel pieno, anche faticoso, controllo delle situazioni. Condotta con equilibrato umorismo e con giusto ritmo, lasciando allo spettatore il tempo della riflessione senza con ciò costringerlo a inutili pause defatiganti, la commedia entra nei particolari dei rapporti di due genitori alle prese con la crescita delle loro graziose e vivaci bambine, Amelia (Imogene Wolodarsky) e Faith (Ashley Aufderheide). Maggie, mamma attenta e premurosa, non trascura il controllo di Cameron, specialmente quando arriva il momento di doverlo lasciare, sempre sul filo dell’esaltazione maniacale e della depressione, a “combattere” da solo le piccole guerre con le due figlie, le quali hanno l’aria di non tenere in alcun conto i pericoli dell’instabilità del loro padre. Ma l’ottimismo prevale, Maggie deve trasferirsi per lavoro da Boston a New York e Cameron dovrà badare alle bambine. Sul filo del rasoio si sviluppa un progressivo assestamento, sia nelle piccole cose pratiche sia nei rapporti psicologici e insomma le circostanze si dimostreranno “curative”. Curiosa e artisticamente fruttuosa la scelta, per i due protagonisti, di attori provenienti da esperienze molti diverse. Alcuni titoli recenti per Ruffalo: Foxcatcher (Bennett Miller, 2014), The Avengers – Age of Ultron (Joss Whedon, 2015). E per Saldana: Avatar (James Cameron, 2009), Guardiani della Galassia (James Gunn 2014).

Franco Pecori

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18 giugno 2015