La complessità del senso
20 11 2017

Tomorrowland

film_tomorrowlandTomorrowland
Regia Brad Bird, 2015
Sceneggiatura Damon Lindelof, Brad Bird
Fotografia Claudio Miranda
Attori George Clooney, Britt Robertson,  Hugh Laurie, Raffey Cassidy, Tim McGraw, Kathryn Hahn, Keegan-Michael Key, Thomas Robinson, Judy Greer, Lochlyn Munro.

Disney garante, il mondo può avere ancora un domani. Siamo tutti figli di “fiabe”, raccontarla meglio non può non avere il suo peso. Le cose sono messe maluccio, lo sanno tutti, rattoppare non basterà più, andando avanti così non vi sarà futuro. Occorre uno scatto di fantasia, un’apertura ai sogni di quanti ancora non si rassegnino. E non si può non pensare alle nuove generazioni. Un indizio importante ce lo può dare un certo Frank Walker (George Clooney), uomo maturo la cui storia vale la pena d’essere recuperata proprio ai fini del buon destino dell’umanità. Frank viene da lontano, dal 1964, anno dell’Esposizione Mondiale di New York, evento che conserva ancora i segni del genio ottimista di Walt Disney. Sostenitore del progresso tecnologico, il produttore di Bambi aveva voluto prefigurare la vita futura in un mondo supersviluppato e pieno di meraviglie, una specie di luna park vero, per grandi e piccini: Tomorrowland. A suo tempo, Frank era un bambino (Thomas Robinson) molto intelligente, ingegnoso e portato all’inventiva. Il piccolo non smise mai di sognare l’invenzione di una macchina per il volo personale e portò un suo tentativo, un jet pack rudimentale, anche all’Esposizione. Gli “esperti” non lo persero più d’occhio, preoccupati che le sorti del mondo potessero essere modificate in un senso a loro non gradito, avidi com’erano di dominio utilitaristico – la figura è dello scienziato David Nix (Hugh Laurie). E così pensarono di tenere sotto controllo quel sognatore “pericoloso” fino a imprigionarlo, rendendolo soprattutto schiavo delle proprie disillusioni. Ma l’idea di Tomorrowland è ancora viva almeno in una bambina, Athena (nomen omen) un po’ robotica e buona nei sentimenti, la quale non smette di distribuire una sua medaglietta miracolosa a quanti le sembrano possedere le caratteristiche di soggetti adatti a realizzare il mondo di domani. Athena mette gli occhi sull’adolescente Casey Newton (Britt Robertson), figlia di un ingegnere della Nasa, rimasto ormai “disoccupato”. L’energia della ragazza, la sua voglia e disponibilità verso il “sogno” e l’avventura sono le caratteristiche giuste per riattivare la fiducia del “grigio” Frank Walker. Il passaggio generazionale avviene, spettacolarmente, in un quadro avventuroso, piacevole e dinamico quale sempre ha saputo realizzare la ditta Disney. Brad Bird, vincitore di due Oscar (Gli Incredibili 2005 e Ratatouille 2007) e qui regista “retrò e classico al tempo stesso” (parole sue), sa armonizzare mondo fittizio e materiali dal “reale” in evoluzioni appassionanti, dove gli esiti del rischio sono sempre garantiti e “coperti” da una visione comunque organica alla cifra stilistica. La coppia Clooney-Robertson può produrre, agli occhi dello spettatore sopraffino, anche una punta di erotismo supersoft, dolce risposta agli eccessi attuali del panorama sensoriale.

Franco Pecori

Print Friendly

21 maggio 2015