La complessità del senso
23 09 2017

Nessuno si salva da solo

film_nessunosisalvadasoloNessuno si salva da solo
Regia Sergio Castellitto, 2014
Sceneggiatura Margaret Mazzantini
Fotografia Gian Filippo Corticelli
Attori Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca, Anna Galiena, Marina Rocco, Massimo Bonetti, Massimo Ciavarro, Renato Marchetti, Valentina Cenni, Eliana Miglio, Roberto Vecchioni, Angela Molina.

Gaetano e Delia, separati con due figli piccoli, hanno il problema di programmare l’estate e così si ritrovano a cena in un ristorante moderno, elegante/freddo, nudo. Sono rigidi, con l’imbarazzo inevitabile di due che si sono amati e a un certo punto odiati fino a urlare come pazzi e ora devono comunque parlare un po’. Durante la cena succederà di tutto, sia al presente in diretta sia in una serie di flash con cui il regista (un Castellitto che ha deciso di non seguire il suggerimento iniziale, ormai risalente al 2003: Non ti muovere e ha preso la strada senza sorprese, in discesa) ci racconterà com’è andato quell’amore finito (ma è finito?) male. I due alternano sguardi sprezzanti a occhiate compassionevoli, momenti di tensione violenta (fino al gelato di crema in faccia) e attimi di tenero ripensamento. Per capire come potrà andare a finire veramente non servirebbe nemmeno tutta la collana di scene all’indietro, riemergenti, più che dal profondo della memoria/conscio-inconscio, dal semplice repertorio di una casistica moderna e contemporanea rintracciabile nella narrazione anche interpersonale dell’occasionalità quotidiana. Situazioni perfettamente “riconoscibili”, insomma. Si va dai primi incontri e dalle prime passionali soddisfazioni (amplessi più espliciti che in altri film-trabocchetto, pieni di false sfumature), alle incomprensioni dovute alle diverse storie personali, tutte spiegate ben bene senz’ombra di dubbio interpretativo. Basti pensare che Delia è una biologa nutrizionista con pregresse tendenze anoressiche e Gaetano è sceneggiatore da Tv con ambizioni di scrittore. Per chi si trovasse un gradino al di sopra non sarà difficile scendere anche con qualche goduria, per chi avvertisse l’esigenza di salire non dovrà pensare a chissà quale fatica. E comunque, proprio al tavolo lì accanto a Gaetano e Delia, siede a cena una strana coppia, la cui presenza non sarà poco utile alla pacificazione delle coscienze. Non per cercare a tutti i costi il simbolico in un film che non ne ha bisogno, ma visto che i due sono lì, accettiamo pure per un momento l’invito – come fanno volentieri i due protagonisti – a pregare per le sorti di quel signore con la barba bianca lunga/corta come va adesso, il quale (dev’essere un personaggio noto della Tv o un cantante di Sanremo, ma non ha importanza l’identità precisa) ha visto tutto durante la cena e confessa a Gaetano e Delia di avere un tumore. Lo accompagna, sorridente, compiacente e rispettosa la donna che – così rivela egli stesso – lo ha amato per tutta la vita. A guardarla bene suscita evocazioni buñueliane, ma francamente ci sembra un’inutile esagerazione. Bella la fotografia.

Franco Pecori

Print Friendly

5 marzo 2015