La complessità del senso
18 10 2017

Non è un paese per vecchi

film_noneunpaesepervecchi.jpgNo country for old men     
Regia Joel e Ethan Coen, 2007
Sceneggiatura Joel e Ethan Coen
Fotografia Roger  Deakins
Attori Tommy Lee Jones, Javier Bardem, Josh Brolin, Woody Harrelson, Kelly Macdonald, Garret Dillahunt, Tess Harper, Josh Blaylock, Rodger Boyce, Beth Grant, Josh Meyer, Barry Corbin.
Premi Golden Globe 2008: Javier Bardem atnpr. Oscar 2008: film, Joel e Ethan Coen re, Javier Bardem atnpr. David Donatello 2008: Film str.

Avventura in laboratorio. Laboratorio di analisi del linguaggio. Un uomo «strano con solidi princìpi» si aggira per il Texas. Ammazza le persone chiedendo di scegliere testa o croce da una moneta o puntando sulla loro fronte un tubo ad aria compressa, di quelli in uso nei mattatoi, capace di bucare con precisione le serrature delle porte, ma i suoi ragionamenti non fanno una piega e contraddirlo è quasi impossibile. Uno psicopatico, si direbbe. Ma il suo scopo è molto concreto e “normale”, deve arrivare ad una valigetta piena di dollari caduta casualmente nelle mani sbagliate. La faccia è quella di Bardem (Prima che sia notte, Mare dentro), il tipo è Anton, uno dei tanti possibili. Uno dei tanti? Risulta dal laboratorio dei Coen. I due fratelli, capaci di mettere insieme il ghiaccio più freddo e l’ironia più umana (Blood Simple, Barton Fink, Fargo, Ladykillers) espongono il risultato di una ricerca molto attuale: passo indietro fino agli anni ’80, verifica dell’humus d’epoca, raffronto implicito con l’aria che tira oggi, riproduzione della normalità di comportamento, cambio tecnico del linguaggio. Lo spettacolo che ne vien fuori è semplicemente paralizzante. Ci si guarda intorno per vedere se per caso qualcosa di simile a ciò che accade sullo schermo si stia verificando accanto a noi. E per qualche minuto non ci si muove, attoniti. Anton non è solo. Tutto è cominciato con un texano reduce del Vietnam, Llewelyn Moss (Brolin), che durante una battuta solitaria di caccia al confine col Messico si trova davanti ai resti di una sparatoria tra trafficanti di droga. Oltre ai cadaveri vede la valigetta e decide che 2 milioni di dollari possono fargli comodo. Passa poi di là lo sceriffo Bell (Jones). Subito pensiamo alla Valle di Elah perché la piega di dolore per come va il mondo è la stessa, è la Vecchia America onesta che non riesce a capacitarsi di quanto sia finita in basso la nuova generazione. Bell fiuta la preda, anche con lo scopo di “salvarla” da altri pericoli, per esempio Anton. La caccia, infine si complica ancora con l’irruzione nella scena di Carson Wells (Harrelson), ex agente speciale “convertito” al traffico di droga. Il quadro è molto nero, dark, il colore preferito dai Coen. Di nuovo c’è qui il riferimento letterario, l’omonimo romanzo No country for old men, perfettamente consonante con lo spirito dei due registi e frutto di uno dei più apprezzati scrittori della nuova ondata americana, Cormac McCarthy, detto lo Shakespeare dell’Ovest. Più moralista il libro (nostalgia di un paese che non c’è più), più analitico il film. I Coen raggiungono forse il punto di equilibrio tra fredda consapevolezza formale e sentimento dei tempi. Nettamente migliore la prima parte, quando la violenza sembra non dover più smettere di nascere.

Franco Pecori

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22 febbraio 2008