La complessità del senso
20 09 2017

Confessioni di una mente pericolosa

film_confessionidiunamentepericolosa.jpgConfessions of a dangerous Mind

George Clooney, 2003

Geroge Clooney, Sam Rockwell, Julia Roberts, Drew Barrymore, James Bissell, Rutger Hauer.

Berlino: Sam Rockwell (at)

 

Istruttivo. Ci fa vedere l’origine di format Tv come “La Corrida” o “Il gioco delle coppie”. E’ la storia di Chuck Barris (Rockwell), il produttore che inventò un modo nuovo di concepire il quiz televisivo, sfruttando le risposte spontanee dei concorrenti e integrando così la vita nella finzione del gioco. E, con un accostamento ardito, suggerisce una metafora inquietante, mettendo in gioco nientemeno che la Cia. Chuck, infatti, viene scelto come killer dall’Intelligence proprio per certe caratteristiche del suo lavoro. Confessa Barris, nel libro da cui è tratto il film: «Sono responsabile di aver inquinato l’etere con dell’ intrattenimento puerile e intorpidente. Inoltre, ho ucciso trentatre esseri umani». Amarezza e ironia si fondono nel primo lavoro di Clooney da regista. Senza rinunciare alla chiave umoristica né al tono brillante “televisivo”, il film dà l’adeguato rilievo drammatico alla parte “sgradevole” della storia, sicché Rockwell passa dalla scena Tv all’azione “noir” restando perfettamente credibile. E alla fin fine, le due facce della vita di Chuck rappresentano un’unica vera “missione segreta”: non perdere, o ritrovare, il pieno controllo di sé.

 

 

Franco Pecori

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24 aprile 2003