La complessità del senso
25 09 2017

Mr. Magorium e la bottega delle meraviglie

film_mrmagorium.jpgMr. Magorium’s Wonder Emporium
Zach Helm, 2007
Dustin Hoffman, Natalie Portman, Jason Bateman, Zach Mills.

Il nonno garantisce la fantasia. E Mr. Magorium (Hoffman) è un nonno importante, bravissimo e simpatico, anche magico. Ha 243 anni e prima di andarsene vuole lasciare il magico emporio di giocattoli in eredità alla giovane direttrice Molly Mahoney (Portman). Il negozio è sempre affollato di piccoli visitatori che si divertono a vedere le meraviglie degli oggetti animati. C’è sintonia tra la strana fenomenologia che rende felici i bambini e la loro disponibilità d’animo ad accogliere i “miracoli” che accadono d’attorno. Certamente quello di Magorium non è solo un negozio di giocattoli e anzi il magico vecchietto ce l’ha proprio con quanti dicono sempre «solo» e non credono a niente. Una qualche difficoltà la prova anche Molly, la quale, considerata da piccola una futura grande pianista, non ha saputo mantenere le promesse e stenta a comporre il concerto che le darebbe la gloria. Magorium le vuole molto bene e perciò tenta di sbloccare la sua creatività dimostrandole tutta la propria fiducia. Al momento decisivo, però, la ragazza si tira indietro, non vuole prendersi la responsabilità della bottega. E nemmeno il “mutante” Henry (Bateman), assunto da Magorium per sistemare i conti, riuscirebbe a convincere Molly se non ci fosse il decisivo intervento di un bambino dal cuore eccezionale, affezionato cliente del negozio. Sarà appunto Eric (Mills), con il suo ottimismo, a ridare vita ai giocattoli ormai intristiti. Il senso del film è molto chiaro e lodevole è l’umorismo con cui Hoffman si “tuffa” nell’impresa di divertire i piccoli spettatori. Peccato che nel finale il debuttante regista insista nella spiegazione fino a sfiorare una dimensione prescrittiva. La vita è fantastica, basta crederci. Per fortuna, le immagini del film sono più ricche della sua filosofia, di volta in volta surreali e astratte, assurde e paradossali, lasciano trasparire una cultura attenta alla letteratura e al teatro e alle tecniche di animazione contemporanee. Notevole anche la “leggerezza” con cui vengono affrontati temi come il tempo e la morte, “impersonati” magistralmente dal protagonista in gran forma.

Franco Pecori

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25 gennaio 2008