La complessità del senso
22 11 2017

Che pasticcio, Bridget Jones!

film_chepasticciobridgetjones.jpgBridget Jones: the edge of reason
Beeban Kidron, 2005
Renée Zellweger, Hugh Grant, Colin Firth, Jim Broadbent, Gemma Jones.

L’importante è non perdere il senso dell’umorismo. Può capitare di trovarsi a mezz’aria, con la sensazione che il paracadute non si apra, e poi atterrare bruscamente in una spiaggia tailandese; o anche di finire in un’orribile prigione, immersi nella cocaina fino al collo per un banalissimo errore. Bridget non perde la fiducia. E scrive il suo diario. Il secondo. Anno nuovo – dice – diario nuovo. Giornalista progressista, è innamorata di un avvocato di successo. Tutto bene finché qualcosa le procura insicurezza. Lui (Firth) è «uno che si piega le mutande». Lei (Zellweger) si vede cicciottella e con le gambe «da calciatore». Sono meravigliosamente incompatibili, ma vanno molto d’accordo a letto. E’ la cosa che li terrebbe insieme se non arrivasse, a rendere ai due la vita difficile, il bel playboy (Grant). Il turbamento dei sensi provoca nella sensitiva Bridget sussulti di indecisione. Per fortuna, l’avvocato resiste all’urto e dà prova di quadratura mentale. Finirà bene. La simpatia è il principale sentimento che la Zellweger riesce a trasmettere. Uomini e donne possono sentirsi, con lei, spettatori risarciti di ogni complesso.

Franco Pecori

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7 gennaio 2005