La complessità del senso
18 12 2017

Lussuria – Seduzione e tradimento

film_lussuria.jpgSe, jie
Ang Lee, 2007
Tony Leung Chiu-wai, Tang Wei, Joan Chen, Wang Leehom, Anupam Kher, Johnson Yuen, Chih-ying Chu.
Venezia: Leone d’Oro, Osella d’Oro (Rodrigo Prieto, fotografia).
Venezia 2007, Leone d’oro.

La Resistenza e la lussuria? Attenzione, contrasto. La traduzione americana (Lust, Caution) del titolo cinese mandarino, ci incoraggia ad una lettura più vicina al senso complessivo del film, rispetto alla traduzione italiana, che ne sottolinea il lato più soggettivo. Seduzione e tradimento si impastano in una storia torva e inestricabile, dolorosa, tragica, ma non così “intima”. Il background storico, mai messo in scena finora (la Cina del 1938-’42, la Shangai dell’occupazione giapponese, il collaborazionismo e l’attività clandestina degli oppositori) sembrerebbe non riducibile a “tapiroulant” per l’attrazione fatale tra i due protagonisti, nemici in politica eppure irresistibilmente amanti. Invece, la storia e i “misteri” della cultura orientale, pur presenti nella precisa ambientazione, si sciolgono nello stile “hollywwodiano” già propostoci con successo dal regista de I segreti di Brokeback Mountain (Leone d’oro e Oscar 2006). Sicché il predominio cupo dei sensi finisce per contrastare, specie nella seconda parte, con la tensione ideale che del film sembrava la struttura portante. Ne viene fuori una “notte” in cui tutte le Resistenze sono uguali – un po’ come le vacche nere nella notte di Hegel. Ang Lee, cinese dalle sembianze artistiche occidentali e vincenti, pratica qui la maniera del thriller “internazionale”, chiamando lo spettatore ad una partecipazione emotiva generica (di genere), inadeguata all’idea stessa di lussuria, brama non superficiale di sesso. Contrasto non risolto nelle pur spettacolari scene di coito. Amaro e deludente il destino degli studenti-partigiani, illusi di riuscire con la seduzione (incaricata dalla giovane Wang/Wei) a far fuori lo spietato Mr. Yee (Leung). Amara la solitudine di Yee, che non riesce a spogliarsi dei panni del “cattivo” mentre il sesso lo coinvolge. Amara come il veleno la sorte di Wang, bella traditrice contro la propria volontà. E desolata la Storia, lasciata andare per suo conto dal romanzo funesto di una lussuria non più che annunciata.

Franco Pecori

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guarda il video dell’intervista
al regista Ang Lee
di Francesco Gatti per Rainews24

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4 gennaio 2008