La complessità del senso
26 09 2017

Birth – Io sono Sean

film_birth.jpgBirth

Jonathan Glazer, 2004

Nicole Kidman, Danny Huston, Anne Heche, Lauren Bacall, Cameron Bright, Arliss Howard.

 

Kidman (brava) a parte, non premiata l’attesa per il film a Venezia 2004. La “nascita” del titolo si riferisce alla coincidenza della morte di Sean mentre fa jogging con il venire al mondo di un bambino. Quando avrà 10 anni, il piccolo (Bright) si presenterà ad Anna (Kidman), vedova di Sean, proprio mentre lei sta per sposare Joseph (Huston). In un biglietto, il bambino “rivela” alla donna di essere Sean e le dice, niente di meno: Non devi sposare Joseph. E il film diventa subito una fiaba dai connotati inquietanti. Non altrettanto “inquietanti” sono la regia e le immagini. La suspence di avvio si perde in un raccontare alquanto scontato. Del nuovo matrimonio di Anna non ci interessa granché. E il turbamento iniziale della donna di fronte al bambino-marito-reincarnato sembra non poter travare sbocchi. Del resto, le immagini sono pacifiche e montate in modo pacifico,come per tranquillizzarci. Sicché, è fatale arrendersi al finale morbido, che non riveliamo per non togliere agli spettatori il piacere di un soffice atterraggio. Quanto alla “scabrosità” del rapporto tra Anna e Bright, non abbiate cattivi pensieri (“Honny soit qui mal y pense”).

 

Franco Pecori

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17 dicembre 2004