La complessità del senso
18 12 2018

Firenze, Cinema francese

 

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5° edizione    31 ottobre-3 novembre 2013

Il programma è frutto della selezione effettuata tra gli oltre 200 film prodotti in Francia nel 2013: opere provenienti dai Festival di Cannes, Berlino, Venezia e Toronto. Molti i film in anteprima per l’Italia e in tre casi la presentazione a Firenze precede l’uscita nelle sale francesi. Come di consueto France Odeon punta su un ventaglio di 12 titoli che rappresentino la varietà e la ricchezza del cinema francese. L’apertura del festival è dedicata a Marine Vacth la protagonista di Jeune & Jolie (Giovane e bella), di François Ozon. Alla giovane attrice – in presenza dell’Ambasciatore di Francia, Alain Le Roy – viene consegnato il premio L’Essenza del Talento. Sempre nella giornata inaugurale, Edouard Waintrop, direttore della Quinzaine des Réalisateurs, presenta la commedia Les Garçons et Guillaume, à table! di Guillaume Gallienne, applauditissimo a Cannes proprio nella sezione degli autori. A rappresentare Daniel Auteuil, che ha diretto ben due film del programma, Marius e Fanny – ispirati all’opera di Marcel Pagnol – è presente la protagonista di entrambi, Victoire Bélézy. Nicole Garcia, che aveva chiuso l’edizione 2011 del festival insieme a Toni Servillo, torna a Firenze per presentare Un beau dimanche, (Toronto Film Festival 2013) tra i cui interpreti è da segnalare Dominique Sanda. Prevista anche l’anteprima di La Vénus à la fourrure (Venere in pelliccia), di Roman Polanski,  con Emmanuelle Seigner e Mathieu Amalric. In un evento speciale si affronta poi il tema delle disabilità partendo da Henri di Yolande Moreau, interpretato da Pippo Delbono, presente sul palco, a testimoniare la sua costante attenzione per garantire le pari opportunità alle persone disabili.

Domenica 3 novembre, matinée in collaborazione con il Festival dei Popoli, protagonista il documentarista Nicolas Philibert con il suo ultimo lavoro La maison de la radio. A seguire, un incontro sul sistema radiofonico francese con lo stesso regista, il direttore di Radio Rai, Bruno Socillo e altri esperti. Chiude il festival, con la regista Rebecca Zlotowski, Tahar Rahim (già interprete di Un prophète), protagonista insieme a Léa Seydoux di Grand Central. Il film, ambientato in una delle più grandi centrali nucleari di Francia, parla del più pericoloso e radioattivo dei sentimenti: l’amore.

 

 

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31 ottobre 2013