La complessità del senso
19 11 2017

Sleuth – Gli insospettabili

film_sleuth_gliinsospettabili.jpgSleuth
Kenneth Branagh, 2007
Michael Caine, Jude Law

Lo spirito inglese e l’assurdità fanno un bel thriller di ghiaccio. Andrew/Caine e Milo/Law, faccia a faccia: per una donna? Il più giovane, attore, ha un’amante. Non la vedremo mai. Va da Andrew, il marito di lei, scrittore, per chiedere di concedere il divorzio. L’incontro, in una casa super moderna, tutta accessoriata elettronicamente, si trasforma in un duello psicologico, ben oltre l’interesse per moglie/amante. I due arriveranno a lottare addirittura per la vita – anche,  o forse soprattutto, per la vita interiore. Un film che viene dal teatro e che, stilisticamente parlando, restituisce al palcoscenico l’equivalente di una radiografia: vediamo come in translucido il carattere dei protagonisti. L’impressione è che al di là del “vetro” non possiamo andare. Caine e Law sono bravissimi ma, paradossalmente evidenziano un limite di comunicazione proprio nella dichiarata consapevolezza del ruolo, dell’ennesima ripresa dei due ruoli. Un po’ come due ragazzini che giocassero dicendo: «io ero l’indiano», «io ero lo sceriffo». Al carico di tensione fredda contribuisce in modo notevole la sceneggiatura di Harold Pinter (Nobel per la Letteratura 2005), che si aggiunge non-discretamente al testo teatrale di Anthony Shaffer. Noi che in casa nostra abbiamo Pirandello non restiamo certo di stucco di fronte al “gioco delle parti”, ma la ferocia delle invenzioni perverse che Andrew e Milo (insospettabili colpevoli) mettono in gioco per “indagare” (sleuth-detective) e per trovare il modo di prevalere l’uno sull’altro è qui tutta britannica. La complicità di Branagh, regista dalle esagerazioni composte, dalle iperboli spettacolari trattenute (Molto rumore per nulla, Frankenstein di Mary Shelley, Amleto), è decisiva nel contenere questo remake di Sleuth (Joseph Leo Mankiewicz, 1972, con Laurence Olivier e Michael Caine nella parte che sarà poi di Jude Law) nei limiti di una superlativa esercitazione. Passato a Venezia in concorso, nel 2007.

Franco Pecori

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9 novembre 2007