La complessità del senso
21 09 2017

Il passato

film_ilpassato.jpgEl pasado
Hector Babenco, 2007
Gael Garcia Bernal, Analia Couceyro, Moro Anghileri, Ana Celentano.

In amore, l’uomo è fragile e la donna non è detto sia mobile. Nei rapporti di coppia, quando la coppia si separa, il passato conta, influisce sui comportamenti successivi di lui e di lei. Di lui soprattutto, Rimini (Bernal), che non riesce a scrollarsi di dosso il suo primo amore, Sofia (Couceyro). Si sono amati fin da ragazzini e adesso, dopo 12 anni, il matrimonio finisce. Cercano di affrontare la separazione con dolcezza, ma Sofia non si rassegna, continua a considerare Rimini il suo uomo. Il quale sembra meno rigido, pronto ad avviare una fase successiva. Ma il destino sembra accanirsi contro di lui. Perde in modo drammatico Vera (Anghileri), una modella che aveva appena cominciato a frequentare. Si sposa con Carmen (Celentano) e perde improvvisamente la memoria, sicché non può continuare a fare il traduttore: non ricorda le lingue straniere. In pratica sta uscendo da se stesso. Ha un figlio con Carmen ed ecco che il passato si materializza, in modo “folle”, persino umoristico. Riappare Sofia che “rapisce” il neonato. Lasciamo agli spettatori gli ultimi risvolti della storia (tratta dal romanzo di  Alan Pauls) e notiamo il tratto “leggero” di Babenco, intento a smascherare lo stereotipo dell’uomo forte, virile. Il regista argentino (Il bacio della donna ragno, Corazon iluminado, Ironweed, Carandiru) racconta la “tragica” vicenda di Rimini con ironia e con stile riconoscibile. Il film però non riesce a mantenere una completa unità e a tratti la tensione narrativa si allenta. Resta la sicurezza di fondo, che – dice lo stesso Babenco – «il vero amore non muore mai dentro di noi».  Sarà pure una banalità, ma andatelo a raccontare al protagonista de Il passato.

Franco Pecori

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9 novembre 2007