La complessità del senso
18 10 2017

I guardiani del giorno

film_iguardianidelgiorno.jpgDnevnoi dozor
Timur Bekmambetov, 2006
Konstantin Khabensky, Maria Poroshina, Vladimir Menshov, Galina Tyunina, Victor Verzhbitskiy, Zhanna Friske, Dima Martynov.

Iran del Nord. Il grande guerriero Tamerlano vuole impadronirsi del Gesso del Fato. Roba antica. Eppure sempre attuale, perché il Bene e il Male non la finiscono mai di confrontarsi e di confondersi in un groviglio universale che sembra fatto apposta per il genere fantasy, nella letteratura e nel cinema. Qui si parla di trilogia. A scriverla ci ha pensato il russo Sergei Lukyanenko, il cinema gli è andato dietro con Bekmambetov (I guardiani della notte, 2004) e mentre si lavora al terzo capitolo, sul crepuscolo, i Guardiani del giorno si danno da fare per impedire il trionfo della luce. Sono guerre di cui noi, esseri “normali”, non ci accorgiamo, ma sotto-sotto si svolgono con grande impiego di energie. Già, perché al di là (o al di qua) del nostro mondo c’è il mondo degli Altri. Diviso in due, ovviamente: gli Altri della Luce e gli Altri delle tenebre. A volte, c’è invasione di campo tra noi e gli Altri e si richia di non capirci più niente. Ma, anche a voler restare ben confinati, mettetevi nei panni di Anton (Khabensky), guardiano della Notte, il cui figlio Yegor (Martynov) sta per scegliere le tenebre. I due schieramenti rischiano continuamente di rompere l’equilibrio stabilito con una tregua lontana e ormai mitica. In mano a chi finirà quel Gesso fatale (sembra un normale gessetto per la lavagna delle elementari, ma è capace, nientemeno, di scrivere il destino di chiunque se ne impadronisca). Un volgare miscuglio di urla e furore costituisce l’impasto dello spettacolo, con eccessi nell’uso degli effetti digitali che sembrano denunciare l’arrivismo estetico di qualche parvenu del last-minute. Gente di gran moda sullo schermo, occhiali neri sempre, chiome bionde, tacchi a spillo, auto arrampicate sulle facciate dei palazzi e minaccia continua della fine dell’orgia. Neanche un accenno alla Caduta del Muro, ché sarebbe fuori tema.

Franco Pecori

Print Friendly

23 novembre 2007