La complessità del senso
22 11 2017

Effetti collaterali

Side Effects
Regia Steven Soderbergh, 2013
Sceneggiatura Scott Z. Burns
Fotografia Steven Soderberg
Attori Jude Law, Rooney Mara, Catherine Zeta-Jones, Channing Tatum, Mamie Gummer, Vinessa Shaw, David Costabile, Sheila Tapia, Polly Draper, Vladimi Versailles, Michelle Vergara Moore, Mitchell Michaliszyn, Sasha Bardey.

Ansia, depressione, ansiolitici, effetti collaterali. Un film sui vantaggi e sui danni dei farmaci nella società ormai preda di disturbi psichici dovuti principalmente al tipo di vita che si è costretti a condurre? E’ questo ed è anche il rovescio. La chimica può incidere in maniera indesiderata sulla nostra  – diciamo così – organizzazione mentale, ma il “disturbo” che ci preoccupa e che cerchiamo di curare è forse esso stesso un effetto collaterale. Di sicuro non si vive tranquilli e c’è del materiale per fare discorsi non solo psico-sociologici, culturali e politici, si può benissimo costruire pure una storia di genere thriller: prendi una pillola e non si sa come andrà, o come andrai, a finire. Magari ti viene all’improvviso una voglia di uccidere, il tuo sguardo muta espressione, puoi fare un gesto inconsulto, compiuto il quale, scoprire il colpevole non sarà facile: il farmaco? il medico che lo ha prescritto? E i rapporti tra sperimentazione farmacologica e interessi commerciali? Steven Soderberg, regista che conosce bene le leggi dell’attrazione, autore capace di integrare l’espressione artistica con la tensione socio-antropologica (da Sesso, bugie e videotape a Out of Sight e Trafic, Bubble, Contagion), coniugando lo sguardo indagatore e freddo con gli “attriti” intellettuali impliciti nella gestione autentica (non pretestuosa) del genere, ci invita a riflettere sui rapporti e le implicazioni interne alla vicenda che racconta. Non a caso siamo in ambiente “agiato” americano. In quel di Manhattan, una coppia bella e ricca entra in crisi quando qualcosa di “speciale” succede: a Emily (Rooney Mara) capita di veder finire in prigione il marito Martin (Channing Tatum) per una storia di uso illegittimo di informazioni riservate all’interno della società per cui lavora (“insider trading”). La solitudine che ne consegue e, forse soprattutto, il ritorno del marito in libertà, riconsegna la donna alle cure psichiatriche, alle quali si era già affidata nella persona di Victoria Sieberg (Catherine Zeta-Jones). Nonostante il peggioramento delle condizioni (tentato suicidio), il dottor Jonathan Banks (Jude Law), il nuovo psichiatra che comincia a seguire Emily, cerca di evitare il ricovero in ospedale, ma poi Victoria lo convince a provare un nuovo farmaco. A questo punto il film piega decisamente sul thriller, senza tuttavia attenuare la valenza “politica” del tema: medicina-ricerca scientifica-industria farmaceutica. Soderberg è ben coadiuvato dalla bravura degli attori, specie Law e Zeta-Jones ben rappresentano il loro contrasto professionale/etico, assumendo sulle proprie figure la dialettica non solo formale ma il coinvolgimento “umano” e i suoi limiti imposti dai ruoli anche sociali.

Franco Pecori

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1 maggio 2013