La complessità del senso
18 10 2017

Giorni e nuvole

film_giornienuvole1.jpgGiorni e nuvole
Silvio Soldini, 2007
Antonio Albanese, Margherita Buy, Giuseppe Battiston, Alba Rohrwacher, Fabio Troiano, Carla Signoris, Paolo Sassanelli, Antonio Carlo Francini, Teco Celio, Arnaldo Ninchi.

Michele (Albanese) ha le sue idee. Gli amici/soci lo hanno fatto fuori dalla ditta: sono cambiati i tempi e bisogna ridurre, compattare, produrre all’estero. E così Michele si trova senza lavoro. Per mesi non dice niente a nessuno, né alla moglie Elsa (Buy), né alla figlia Alice (Rohrwacher). Elsa, in particolare, ha la passione del restauro e si sta laureando in Storia dell’arte. La vuole lasciare in pace. Cercherà un’altra soluzione, qualcosa accadrà. Ma non accade un bel niente. La verità non può restare nascosta e Michele ed Elsa vedono svanire il “benessere”. La bella casa è da vendere, come pure la barca. Difficile persino andare a cena fuori, se non nel piccolo pub che Alice gestisce insieme al suo ragazzo (mentre Michele vorrebbe che la figlia terminasse gli studi). Il cambio di marcia mette a nudo, man mano, i caratteri dei due, il difficile adeguamento ai nuovi parametri dettati dalla società. Una parola-incubo, “flessibilità”, è entrata nell’uso quotidiano e se ne accorge specialmente il dirigente disoccupato, colloquio dopo colloquio, alla ricerca di un nuovo lavoro. Elsa dapprima è sbigottita, poi sembra trovare una reazione più rapida e si adatta a fare i turni in un call center. Michele invece non riesce ad ammorbidire la sua visione del mondo, ha degli scatti, gesti paradossali che lo allontanano progressivamente dalla realtà “precostituita” e lo immettono in un “quotidiano minore”, di cui accetta con amaro umorismo, i piccoli doveri. Prova a mettersi in motorino e a recapitare plichi, poi preferisce aiutare due suoi ex dipendenti in lavoretti di manovalanza. Di giorno in giorno, perde la voglia di continuare a sperare, uscire di casa diventa un peso. Elsa trova anche un altro lavoro, da segretaria, e per un momento cede alla corte del suo capo. Il finale? Non può esservi, infatti l’ultimo taglio arriverà improvviso e non-definitivo. La “vita difficile” di Michele ed Elsa ci rimane dentro. I due protagonisti mostrano di essere profondamente coscienti del loro ruolo, tanto che Soldini sembra “limitarsi” a fotografarne i comportamenti, come se il set si aprisse agli eventi, per una voglia di autenticità che si può far risalire a quello che una volta si chiamò “pedinamento” e poi “verità” del cinema. Il merito va equamente diviso tra tutti gli autori del film. Il direttore della fotografia, per esempio, Ramiro Civita, fa un uso della macchina a mano fuori dagli stereotipi del “documento”, cercando invece di entrare in consonanza con i personaggi e dando, nel complesso, l’idea che la scena del film, la città di Genova, rappresenta un quadro verosimile. Quanto ad Albanese e Buy, sono al meglio delle loro capacità, lasciano scaturire il senso del racconto “lontano dalla sceneggiatura”, mai una battuta che resti sulla pagina. «Da domani pane e cipolla», promette ironico Michele, cercando di accettare la nuova condizione paradossale. E Soldini si è messo a fare proprio un cinema “pane e cipolla”, prende atto del tempo che viviamo, senza però rinunciare ad uno sguardo critico, senza abbellimenti da commedia facile, scavando anzi e cancellando (montaggio di Carlotta Cristiani) inutili “ricchezze”. Un cinema “povero” per raccontare la vita difficile di questo secolo.
David Donatello 2008:  Margherita Buy atr, Alba Rohrwacher atrnp.

Franco Pecori

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26 ottobre 2007