La complessità del senso
18 11 2017

Flight

Flight
Regia Robert Zemeckis, 2012
Sceneggiatura John Gatins
Fotografia Don Burgess
Attori Denzel Washington, Don Cheadle, Kelly Reilly, John Goodman, Bruce Greenwood, Melissa Leo, Brian Geraghty, Tamara Tunie, Nadine Velazquez, James Badge Dale, Garcelle Beauvais, Boni Yanagisawa, Dane Davenport, E. Roger Mitchell,Ravi Kapoor, Tommy Kane, Peter Gerety.

Non è un Forrest Gump. Il pilota comandante di aviazione civile, Whip Whitaker (Denzel Washington), è messo male sul serio e non sembra possa esservi miracolo di “ingenuità” a salvarne il destino davvero amaro. La sua vita è confusa e malandata, non gli mancano belle donne – una (Nadine Velazquez) ne vediamo proprio all’inizio del film – e a sostenerlo nella “fatica” dei voli lo soccorrono l’alcol e la cocaina. La moglie lo ha lasciato tenendo con sé il figlio adolescente e gli telefona solo per chiedere soldi. Un’altra è la “sfortunata” Nicole (Kelly Reilly, L’appartamento spagnolo, Orgoglio e pregiudizio), ex fotografa, massaggiatrice e tossica sulla via della “salvezza”, potrebbe essere lei una soluzione per le pene di Whip.  E però arriva l’impatto con l’evento fatale. Una tempesta in volo verso Atlanta, l’aereo con 102 persone a bordo (96 passeggeri, 4 assistenti e i due piloti) perde i pezzi e solo la grande destrezza di Whitaker fa sì che nell’atterraggio di fortuna si salvino quasi tutti. Ma vi sono comunque vittime e “qualcuno deve pagare”. Dopo questa fase spettacolare, ben congegnata e verosimile, il film entra nella dimensione tecnica dell’inchiesta in cui si fronteggiano gli interessi delle diverse parti. Anche se il comandante Whip è inizialmente considerato un eroe, l’indagine arriva a scoprire la sua dipendenza dall’alcol. Tendono a svanire gli elementi sia del genere “azione” sia del dramma sentimentale (la famiglia, l’altra donna) e l’obbiettivo si fa introspettivo, puntato sulla personalità del protagonista, un Washington in gran forma, senza sbavature espressive, chiamato a contenere la sensibilità dell’uomo esperto e la fragilità del bevitore sul limite della tipica regressione “infantile”. Mentre il sindacato dei piloti e la compagnia costruttrice del Jet Jackson-Ridgefield combattono la loro battaglia legale, Whip arriva a sentirsi solo con la propria coscienza e troverà la forza per rifiutare un’ultima “bugia” che lo lascerebbe prigioniero della sua dipendenza. Si sente che alla base del film c’è il grave problema dell’alcolismo, in una società sempre meno capace di difendersi da varie forme di “disturbo”. La grande interpretazione di Washington riesce ad attenuare la qualità didascalica della sceneggiatura, facendo perfino quasi dimenticare una certa carenza di definizione del ruolo di Nicole (per altro ben sostenuto dalla Reilly nei momenti di gestione “autonoma” del proprio personaggio). In sostanza, uno Zemeckis (Ritorno al futuro, Forrest Gump, Polar Express) con minore fantasia e sottotono, per un prodotto comunque di rispettabile livello.

Franco Pecori

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24 gennaio 2013