La complessità del senso
16 12 2017

Cercasi amore per la fine del mondo

Seeking a Friend for the End of the World
Regia Lorene Scafaria, 2012
Sceneggiatura Lorene Scafaria
Fotografia Tim Orr
Attori Steve Carell, Keira Knightley, Connie Britton, Adam Brody, Rob Corddry, Gillian Jacobs, Derek Luke, Melanie Lynskey, T.J. Miller, Patton Oswalt, Rob Huebel, Amy Schumer, Melinda Dillon, William Petersen, Mark Moses.

La fine del mondo prima o poi arriverà, resta da stabilire il modo e il quando. Nonostante siamo certissimi che non toccherà a noi di assistere all’evento (i Maya non ci fanno caldo né freddo), l’idea che un bel giorno dai mezzi di comunicazione di massa venissimo a sapere che mancherebbero 21 giorni all’impatto di un asteroide largo 110 km col nostro Pianeta non ci metterebbe allegria. E infatti, saputa la notizia, il povero Dodge (Steve Carell – A cena con un cretino, Notte folle a Manhattan, Crazy, Stupid, Love), agente assicurativo mai stato brillante e ora anche in procinto di essere mollato dalla moglie, mostra un’espressione piuttosto attonita. Mentre d’attorno la gente si scatena in atti di ultimativa insensatezza, il destino si mostra sorprendentemente benevolo proprio con Dodge. A risarcirlo della più grigia e incombente infelicità gli piombano addosso due occasioni positive, l’una in forma di lettera e l’altra in carne e ossa. A scrivergli è nientemeno che Olivia, la ragazza di cui s’innamorò ai tempi della scuola: non gli rimane che precipitarsi a rintracciarla. Ma la seconda occasione è già bella e presente, è Penny, la vicina di casa, ventisettenne alquanto vivace (Keira Knightley – Orgoglio e pregiudizio, Espiazione, Seta, A Dangerous Method). Basterà aiutarla a raggiungere la famiglia prima che sia troppo tardi. Sceneggiatrice drammaturga e cantautrice, Lorene Scafaria, americana del New Jersey, conduce il racconto con grazia e umorismo, quasi mostrandosi ella stessa “sorpresa” dalla straordinarietà dell’evento, perfino imbarazzata in certi momenti dal non poter offrire allo spettatore una soluzione accettabile. La fine dei giorni si avvicina e ai protagonisti non si può regalare che un’ultima soddisfazione, di riconoscere finalmente se stessi, le proprie inclinazioni, le proprie sincerità. Apprezzabile la recitazione “sottotono”, mentre il racconto soffre a tratti di qualche lungaggine. Giusta la chiusura, che non riveliamo e che, trattandosi di commedia, non è del tutto scontata.

Franco Pecori

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17 gennaio 2013