La complessità del senso
17 12 2017

La scoperta dell’alba

La scoperta dell’alba
Regia Susanna Nicchiarelli, 2012
Sceneggiatura Susanna Nicchiarelli, Michele Pellegrini
Fotografia Gherardo Gossi
Attori Margherita Buy, Susanna Nicchiarelli, Sergio Rubini, Lino Guanciale, Sara Fabiano, Anita Cappucci Scudery, Gabriele Spinelli, Renato Carpentieri, Lina Sastri.

Com’erano belli i telefoni di una volta… Nel film di Susanna Nicchiarelli (Cosmonauta, miglior film a Venezia 2009 nella sezione Controcampo italiano), tratto dal libro di Walter Veltroni (Rizzoli), l’oggetto “vintage” è addirittura miracoloso. Caterina Astengo (Margherita Buy), figlia del Prof. Lucio Astengo e  ricercatrice universitaria, era dodicenne quando nel 1981 i brigatisti uccisero a Roma Mario Tessandori, amico del padre e docente anch’egli. Caterina e la sorella più piccola, Barbara (Nicchiarelli), si sono poi portate dentro una specie di mistero, dovuto al fatto che il genitore, dopo aver raccolto l’ultimo respiro del collega proprio nel cortile dell’Università, scomparve nel nulla senza lasciare traccia di sé. Ora improvvisamente, dal telefono della casa al mare che le due giovani stanno vendendo e sgomberando, da quel vecchio telefono con la rotellina dei numeri ecco arrivare la voce della Caterina di allora. La sente lei stessa, quando con un atto istintivo alza la cornetta e compone il numero della vecchia casa romana. Erano gli “anni di piombo”, anni di confusione drammatica in cui vicende politiche e personali potevano confondersi lasciando negli animi segni di storie a volte inconfessabili. Seguendo la propria traccia interiore, Caterina non resta insensibile al turbamento e cerca di scoprire cosa si nasconda sotto quel “miracolo” del telefono. Il film si disarticola così in un progressivo interscambio di tempi e di situazioni, da una parte seguendo il paradosso allucinatorio che attanaglia la memoria e l’immaginazione di Caterina e, dall’altra, trasformando man mano il piano “fantastico” nel minuzioso disvelamento di una realtà che si dimostra sempre più verosimile, fino al finale amaro e poco consolatorio. Con delicatezza e tratto sottile, la regista gestisce la “fusione del tempo” rispettando per quanto può le leggi interne del cinema, sfiorando anche a tratti la poesia di sentimenti profondi, non facili da tradurre in sequenze. Ma l’ostacolo che si ripresenta ogni volta quando al cinema viene richiesta l'”onnipotenza” della rappresentazione fantastica senza mediazioni a fronte della scena “reale”, si frappone anche qui, insormontabile. Purtroppo, la prestazione della Buy, benché migliore che in altre occasioni recenti, non si avvale della necessaria dinamica, lasciando senza catarsi il drammatico thriller storico/familiare. Ancor meno convince la presenza di Sergio Rubini, chiamato a una troppo scoperta funzione di alleggerimento, nel ruolo del fidanzato “buffo” della protagonista. Rimane la sensazione che Susanna Nicchiarelli abbia comunque fatto un altro passo nella sua ricerca espressiva, confermando una non comune sensibilità estetica.

Franco Pecori

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10 gennaio 2013