La complessità del senso
23 11 2017

Die hard – Vivere o morire

film_diehard_vivereomorire.jpgLive Free or Die Hard
Len Wiseman, 2007
Bruce Willis, Justin Long, Timothy Olyphant, Cliff Curtis, Maggie Q, Mary Elizabeth Winstead, Kevin Smith, Yancey Aria, Christina Chang, Yorgo Constantine, Andrew Friedman, Sung Kang, Matt O’Leary, Cyril Raffaelli, Jonathan Sadowski.

Ciao Stuntman Mike, dove sei? Raccomandati l’anima perché questo non è uno scherzo. Qui non si fa il verso, questa è tutta roba autentica. No, non è vera: è autentica. Perché fai finta di non capire? Qui  i “fuori corso” non c’entrano, se lo facciano da soli a casa loro un film così. Questo è un film con Bruce Willis, sì John McClane. Fai ancora finta? Lo sai benissimo che il detective McClane non può scendere dallo schermo e venirti a prendere, perciò stattene buono, Stuntman Mike. Lascialo stare il detective, ché deve sistemare una faccenda: sua figlia Lucy ce l’ha un po’ con lui, padre severo, rude e geloso, ma lui non molla, non la lascia nelle mani del primo pivello; e figuriamoci cosa può succedere se la ragazza è in pericolo, minacciata dal cattivello informatico che tenta di spegnere l’America perché vuole tutti i soldi (si dice «11 settembre» ma…). Il regista, uno che chiamano Len, ha pensato di piazzare sulla scena una montagna di aggeggi digitali, di quelli che a McClane fanno venire il voltastomaco, ma lui, il detective più duro a morire, non si lascia impressionare. Purtroppo deve soffrire le pene dell’inferno per venire a capo di un inconveniente spiacevole, ma lui il fisico ce l’ha. E’ anche fortunato negli scontri e nelle sparatorie, solo qualche graffio, perciò non ci contare Stuntman Mike. Non sarà un hacker moccioso, che gli tocca di andare a prendere proprio oggi, il 4 luglio, a guastare l’umore di McClane. Certo non è contento, ma i mitra, le pistole, gli elicotteri e gli aerei devono fare i conti con la sua resistenza. Il mondo non può finire per un imbroglio al computer finché John è in forma. Anche ferito va bene, tanto dallo schermo non può scendere: mettiti l’anima in pace, Stuntman Mike. E non ci provare. Tu però, John McClane, non ti esaltare, ché non sei Superman.

Franco Pecori

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26 ottobre 2007