La complessità del senso
17 12 2017

Angel – La vita, il romanzo

film_angel.jpgAngel
François Ozon, 2007
Romola Garai, Sam Neill, Lucy Russell, Michael Fassbender, Charlotte Rampling, Jacqueline Tong, Janine Duvitski, Christopher Benjamin, Jemma Powell.

La vita vissuta, la vita sognata. La vita scritta, l’amore perduto. Il melodramma nel destino. Primo Novecento inglese. Angel Deverell (Garai), che diventerà una scrittrice di successo, già da ragazza immagina per sé un futuro diverso. Odia il posto dov’è nata e la gente. Un giorno abiterà a Paradise House, la grande villa che  ora può vedere in lontananza. I sogni di Angel sembreranno avverarsi, ma il prezzo che la donna dovrà pagare andrà oltre i meriti della scrittrice. E sogno e realtà entreranno in conflitto. Ozon, regista francese attentissimo alle qualità femminili (basti ricordare 8 donne e un mistero) e autore di raffinata cultura anche cinematografica, si cimenta per la prima volta in un film in costume girato in inglese, rischiando coraggiosamente il confronto con il cinema americano romantico degli anni d’oro. La figura di Angel, ragazza ribelle e dolce, donna spigolosa e capace di sentimenti travolgenti, ricorda la Rossella (Vivien Leigh) di Via col vento. Il film è un adattamento dal romanzo del 1957, della scrittrice inglese Elizabeth Taylor (omonima della celebre diva). Del libro il regista rispetta meticolosamente le atmosfere e i costumi, tanto che la loro esplicita esibizione arriva ad assumere il senso opposto, di una presa di distanza. In altre parole, l’operazione di Ozon è tutt’altro che “ingenua”, il suo stile manipola la cifra letteraria di Angel (nel libro la Marie Corelli contemporanea di Oscar Wilde) in modo da “nascondere” allo spettatore il valore (non eccelso) della scrittrice, almeno fino al momento in cui la vita reale irrompe nella biografia con tutto il suo bagaglio di eventi drammatici. Eventi che, con sensibilità romantica ma con nuova coscienza “moderna”, fanno uscire la donna dal mondo dei sogni. Il dolore per la tragica perdita del marito (pittore senza qualità) e la scoperta del tradimento da lui consumato a Londra fino ad avere un figlio, “purificano” la vicenda pregressa, della partenza di Esmé (Fassbender) per la guerra e del suo ritorno con una gamba amputata, restituendo al sentimento di Angel una verità non più trasognata e non più letteraria. Il che significa, alla fine, disvelamento anche della posizione dell’editore Théo Gilbright  (Neill), che aveva deciso la pubblicazione del primo romanzo della Deverell più colpito dallo strano  fascino della donna che dal valore letterario del suo scritto.  E, terzo elemento di trasparenza, dovuto alla “purificazione” utilizzata da Ozon in senso antiromantico, il chiarimento di Angel con Nora (Russell),  la sorella di Esmé, la quale era sembrata avere, fino al momento tragico, un ruolo ambiguo, di falsa devozione verso la scrittrice. Sarà invece proprio Nora a svelare il segreto del tradimento del fratello. «Nulla di quello che sto dicendo mi sembra reale e potrei smettere di crederci persino io stessa», aveva detto Angel nei momenti della felice ispirazione;  e aveva descritto così la propria felicità per aver “conquistato” Paradise House per sé e per Esmé: «Mentre il grande amore della sua vita riposava dolcemente al suo fianco, ella sussurrò queste parole immortali: Questo è il giorno più bello della mia vita, insieme per sempre noi viviamo in Paradiso». Lo stesso suo editore, mentre la storia si chiude, dovrà consolarla del successo declinante. Théo e Angel, dopo una visita al cimitero imbiancato di neve, tornano verso la grande villa. Domani sarà un altro giorno?

Franco Pecori

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5 ottobre 2007