La complessità del senso
16 10 2017

Resident evil: extinction

film_residentevil_extinction.jpgResident evil: extinction
Russell Mulcahy, 2007
Milla Jovovich, Oded Fehr, Ali Larter, Iain Glen, Mike Epps, Spencer Locke, Ashanti, Christopher Egan, Jason O’Mara.

Vivo è nomade. Fermarsi è troppo rischioso. Nella Terra devastata dal T-Virus scorrazzano orde di non-morti in cerca di cibo umano. E’ l’atroce risultato della sperimentazione biogenetica finita nelle mani della Umbrella Corporation, la più potente società commerciale. Al terzo atto della storia, dopo Resident evil (2002) e Resident evil: Apocalypse (2004), le speranze di una soluzione positiva per ciò che resta dell’umanità sono ancora riposte in Alice/Jovovich, la donna che, subite modificazioni del Dna mentre era prigioniera nelle strutture della Umbrella, ora è dotata di poteri superiori e si sposta da un centro disabitato all’altro in cerca di sopravvissuti non contaminati da salvare. Ne incontra così un gruppo che, armato e a bordo di mezzi di fortuna, viaggia attraverso il deserto. Dalla sua postazione ultratecnologica, il dottor Isaacs/Glen controlla i loro spostamenti, interessato soprattutto a “recuperare” Alice, esito ultimo della sperimentazione. Ma stiamo attenti anche noi, che, da testimonial Tv quale sembra, non ci proponga un dentifricio avvelenato. Il film, seguendo il successo dei primi due, vive di rischio calcolato, confidando nell’affezione del pubblico, che nel frattempo si è appassionato ai videogiochi complementari. Cercatori di rimasugli e viaggiatori impossibili in un paesaggio prosciugato dal Male, Alice e compagnia sfruttano le abitudini dei loro fans al meglio delle risorse tecniche ed esibendo volti, corpi, movenze, oggetti, aspirazioni come in un défilé d’alta moda. «E meno male che ci piacciono le sfide», sussurrano i “clienti” ai lati della passerella. Prepararsi al quarto episodio.

Franco Pecori

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12 ottobre 2007