La complessità del senso
24 09 2017

Un’estate da giganti

Les géants
Bouli Lanners, 2011
Fotografia Jean-Paul de Zaeytijd
Zacharie Chasseriaud, Martin Nissen, Paul Bartel, Karim Leklou, Didier Toupy, Gwen Berrou, Marthe Keller.
Cannes 2011, Quinzaine des réalizateurs.

I giganti sono loro, i ragazzini che diventano grandi. E lo fanno esagerando, vivono un’avventura trasgressiva in un’estate in campagna, senza genitori. Il belga Bouli Lanners, attore in Un sapore di ruggine e ossa, Asterix e Obelix al servizio di sua Maestà, Niente da dichiarare?, Kill Me Please e regista di Eldorado Road (premiato a Cennes e a Pesaro nel 2008), ci regala un “filmetto” che sembra girato all’impronta ed è pieno di spunti e implicazioni profonde, in tema di crescita, formazione, psicologia, sociologia e, più in generale, di filosofia dell’essere. Zach (Zacharie Chasseriaud) e Seth (Martin Nissen), fratelli adolescenti, vanno via d’intesa e di nascosto, non potrebbero guidare l’auto ma che importa? Già qui, dall’inizio, capiamo che sarà una birichinata esagerata, però liberatoria sul serio. Strada facendo incontrano Dany (Paul Bartel), ragazzo del posto, perché non c’è due senza tre. Senza un soldo e senz’altro se non la loro fantasia, proveranno a non avere problemi e ad abbandonarsi alle giornate così come viene. Il cottage di famiglia, ormai abbandonato a se stesso, servirà da base d’appoggio, ma neanche poi tanto: si starà veramente bene solo nel verde dei boschi e in mezzo al mare di granoturco. La società è lontana, almeno sembra, salvo che un “lupo” cattivo è in agguato nei dintorni e minaccia la libertà dei ragazzi e la tensione che provoca è solo in parte attenuata dall’incontro con una madre che vive, in una casa non lontana, con la sua dolcissima ragazza handicappata. Fatto sta che i tre adolescenti dovranno fare presto a crescere, se vogliono continuare a vivere. Lo faranno in maniera esagerata, dovranno farsi adulti, ma senza rinunciare al senso di libertà che quel vivere nella natura ha dato loro. Una barca sul fiume che scorre lento li porterà forse lontano. Per ora, la meta è indefinita. Lanners mostra un tocco magico, una delicatezza che va oltre la pedagogia, sceglie un contesto appartato ma non cancella la sensazione di un mondo da lasciare alle spalle, nella speranza che dietro la curva del fiume il panorama possa divenire accogliente. La regia non oltrepassa il limite della “fiaba”, lo sguardo però non resta “documentario”, il racconto ha la sua dimensione interiore.

Franco Pecori





Zaini in spalla, Zak e Seth, due ragazzini di Bruxelles, si avviano a trascorrere, come di consuetudine, l’estate nella casa di campagna che apparteneva al loro nonno, morto l’anno prima. Partiti senza genitori, conoscono un coetaneo, Dany, con cui passeranno momenti indimenticabili. In quell’età in cui tutto è possibile, inizierà l’avventura più emozionante e pericolosa della loro vita.

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31 ottobre 2012