La complessità del senso
21 09 2017

Alexandra’s project

film_alexandrasproject.jpgAlexandra’s project

Rolf de Heer, 2003

Gary Sweet, Helen Buday, Jack Christie, Samantha Knigge, Bogdan Koca.

 

Chi ha spento la luce? Chi ha chiuso tutte le porte con le serrature di sicurezza? Un’accoglienza davvero strana per Steve (Sweet), lui che torna a casa convinto di ricevere per il suo compleanno un festeggiamento speciale dalla moglie Alexandra (Buday) e dai figli Sam ed Emma. Il regista di Bad boy buddy, dopo una parentesi “western” (The Tracker), riprende l’indagine delle mostruosità familiari. Un po’ divertito e un po’ sospettoso, a tentoni nel buio di casa, Steve trova una videocassetta. Sopra c’è scritto: “Guardami”. Sarà una visione sconvolgente. Alexandra ha messo in scena una confessione-protesta contro il marito che l’ ha resa infelice. Gli rinfaccia egoismi e crudeltà, lasciandolo di stucco. Ma il bello viene quando Steve, distrutto, ferma il nastro e si accorge che le immagini di Alexandra continuano. Alla crudeltà del “chiarimento” per via mediatica si sostituisce ora la suspense della verifica. Quale realtà? Quale finzione? E riacquistano valore i dettagli che, all’inizio, prima della sorpresa in vhs, avevano connotato un’esasperata tensione del “normale” quotidiano. Peccato che il finale, né chiuso né abbastanza aperto, tolga un po’ di valore al “progetto”.

 

Franco Pecori

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21 novembre 2003