La complessità del senso
22 09 2017

8 Mile

film_8mile.jpg8 Mile

Curtis Hanson, 2002

Eminem, Chloe Greenfield, Craig Kitson, Brittanny Murphy,

Mekhi Phifer, Kim Basinger.

 

Fare il proprio sound a Detroit. E’ il chiodo fisso dei “rapper” della 8 Mile Road, la strada che segna il confine con la periferia e separa i bianchi dai neri della città. Siamo nel 1995 e Detroit vive le conseguenze del crollo del sogno industriale. Nei quartieri degradati, bande di ragazzi senza prospettive cercano di dare voce alle proprie emozioni, spesso violente. Si respira un’aria di creatività che ha radici nella tradizione musicale: il “Detroit sound”, il gospel di Aretha Franklin ed ora il rap, che domina la scena “hip hop” della città. Jimmy (Eminem), Sol, DJ Iz e Cheddar Bob passano le giornate nei garage e vicino ai cassonetti, cercando una strada che porta all’incisione del primo “demo”. Sera dopo sera, il bianco Jimmy combatte con gli altri rapper, neri e aggressivi. L’arma è l’improvvisazione di filastrocche ritmate, nutrite di insulti e metafore forti. Come nel pugilato, ci si elimina due alla volta, fino alla vittoria del più duro. Spesso gli scontri diventano fisici, fuori dal “ring”. Eminem, al suo esordio cinematografico, testimonia personalmente del realismo del film, attingendo alla propria memoria: “Quando perdevo una sfida – ricorda – mi crollava il mondo addosso”.

 

Franco Pecori

Print Friendly

14 marzo 2003