La complessità del senso
24 09 2017

Total Recall – Atto di forza

Total Recall
Len Wiseman, 2012
Fotografia Paul Cameron
Colin Farrell, Kate Beckinsale, Jessica Biel, Bryan Cranston, John Cho, Bill Nighy, Bokeem Woodbine, Will Yun Lee, Simon Sinn.

Ricordare e un po’ sognare, vivere un’altra vita, una vita che ci piace di più. Tecnologia ed effetti ultra attuali, azione fantascientifica, suspence stressante e tutto ciò che piace in un film mozzafiato (il fiato del pubblico giovane), ma sostanzialmente un sogno romanticheggiante, alla ricerca di qualità e poteri che ci restituiscano l’immaginazione, se non la fantasia, per sopravvivere in un mondo impoverito di prospettiva. Rispetto al precedente Atto di forza di Paul Verhoeven (1990, protagonista Arnold Schwarzenegger), il film di Paul Wiseman (Underworld 2003, Die Hard – Vivere o morire 2007) tramanda una pallida idea dell’origine letteraria (il racconto “We Can Remember It For You Wholesale”, o “Memoria Totale”, di Philip K. Dick), fornendo una terrificante sequenza di “inseguimenti” e scontri senza fine, svuotati quasi totalmente del contenuto “filosofico” (il tema sarebbe quello di un “dialogo” interno memoria-sogno-realtà, un rapporto stretto sul filo dell’inconscio che permetterebbe di ripescare e tradurre in vissuto zone del cervello rimaste in naftalina). Sicché, poche tracce di prospettiva umana e quasi soltanto un paesaggio da incubo, con il tracciato a dimensione planetaria del viaggio pendolare quotidiano di lavoratori che vanno per la Discesa (impressionante la scenografia), dalla zona “Colonia” (più o meno in quel dell’Australia) alla zona dell’Unione Federale Britannica e viceversa. Toby Jaffe, uno dei produttori del film, parla di «grande fantasia di soddisfacimento dei desideri», ma le immagini di questo Total Recall sono immagini cupe, ci propongono un mondo cementato a mezz’aria, un’atmosfera pesante, un agglomerato di gente povera, residua e prevalentemente “cinese” (molti ombrellini sotto la pioggia diffusa e costante). Certo che l’operaio Quaid (Colin Farrell – In linea con l’assassino 2002, The New World – Il nuovo mondo 2006, Chiedi alla polvere 2006, Triage 2009) vuole uscirne! Ma il come e il quando sembrano ostacoli insormontabili. Illuso dall’offerta del lunapark futuribile chiamato Rekall, la ditta che offre ai volontari di sedersi su una sedia “magica” per trasformare i sogni in ricordi reali, il protagonista si ritrova in un impiccio pericolosissimo e “insolubile”. Perde contatto con la propria identità e finisce per essere una superspia, in un gioco letale tra dominatori dell’Unione Federale (il Cancelliere Cohaagen/Bryan Cranston col suo esercito di automi sintetici è il controllore supremo) e Resistenza segreta della Colonia. Nessuno, attorno a lui, sembra più essere riconoscibile con sicurezza, a cominciare dalla moglie Lori (Kate Beckinsale – Stanno tutti bene 2009, Contraband 2012). E perfino Melina (Jessica Biel – Non aprite quella porta 2003, Un matrimonio all’inglese 2008), la donna che gli garantisce la sua radice nella Resistenza, ci terrà fino all’ultimo col sospetto di un’improvvisa mutazione di ruolo. Banalmente, potremmo tradurre: operaio frustrato dalla catena di montaggio cade vittima dei propri vaneggiamenti. In effetti, Quaid non riesce a capire chi egli sia veramente, ma in ogni modo il film rischierebbe di essere una noiosa pedagogia sociale per gli operai veri! I quali, invece, preferiscono – secondo la legge del botteghino (ma qual’è qui il target?) – l’azione e l’avventura che buchi la gabbia alienante del lavoro quotidiano. E allora giù corse di auto magnetiche e salti nel vuoto, sparatorie a raffica e scazzottate senza un momento di sosta, pugni e calci anche ai robot, e molte riprese “dal vivo” in un dialogo continuo con gli effetti speciali. Una gran fatica ma anche un bel divertimento.

Franco Pecori

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11 ottobre 2012