La complessità del senso
22 11 2017

Michael Clayton

film_michaelclayton.jpgMichael Clayton
Tony Gilroy, 2007
George Clooney, Tom Wilkinson, Tilda Swinton, Sydney Pollack, Michael O’Keefe, Robert Prescott.
Oscar 2008: Tilda Swinton atrnp.

Voglia pazza di pulizia. L’ “addetto alle pulizie” è Michael Clayton (Clooney). Ex pm, si è messo a lavorare per un importante studio legale di New York, dimostrandosi bravo nel ripulire la “sporcizia” di certi clienti. La “pazzia” arriva improvvisa: il più valido degli avvocati in ditta, Arthur Edens (Wilkinson), sembra andar via di testa. Difensore della U/North (chimica agricola) in una causa collettiva (class action) di cittadini riguardante prodotti nocivi alla salute (cancerogeni), Arthur minaccia di tirar fuori documenti decisivi proprio contro la parte da lui difesa. E questo mentre la causa sta per concludersi a favore della U/North, con soddisfazione della responsabile legale, Karen Crowder (Swinton). Michael deve assolutamente riuscire a far “rinsavire” il collega: non può permettersi “autonomie”, pieno di debiti com’è per via del gioco e a causa di un tentativo d’impresa andato storto. Il suo capo, Marty Bach (Pollack) non gliela perdonerebbe mai. Ma, sull’orlo della “voglia pazza”, Michael si guarda dentro. E non si piace. All’ennesimo rifiuto di Arthur di “tornare in sé”, urla: «Non sono io il nemico» e si sente chiedere: «Allora, chi sei?». Il finale non è da raccontare e nemmeno ha molta importanza. Importa, invece, la faccia che Clooney riesce a dare a Michael Clayton, la verosimiglianza della progressione nel recupero di una coscienza sepolta sotto troppi strati d’immondizia. I meriti del regista e sceneggiatore Tony Gilroy risalgono al 1997  (L’avvocato del diavolo, regia di Taylor Hackford, con Keanu Reeves e Al Pacino), quando, da autore dello script, aveva evidenziato certi rischi morali nella professione legale. La denuncia di questo Michael Clayton risulta anche più credibile perché si sostanzia della “verità” artistica del film, per la quale il contributo di Clooney è di assoluto rilievo. Nel volto dell’attore i due aspetti del dramma, “pubblico” e “privato”, si coniugano in una cifra stilistica degna della portanza del tema e senza che i risvolti sociali e politici abbiano bisogno di didascalie.

Franco Pecori

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5 ottobre 2007