La complessità del senso
21 09 2017

La ragazza del lago

film_laragazzadellago.jpgLa ragazza del lago
Andrea Molaioli, 2007
Toni Servillo, Omero Antonutti, Anna Bonaiuto, Fabrizio Gifuni, Valeria Golino, Fausto Maria Sciarappa, Franco Ravera, Nello Mascia, Marco Baliani, Giulia Michelini, Denis Fasolo, Sara D’Amario.
Venezia, Settimana della critica: Premio Isvema (Sngci), Premio Pasinetti (Sngci) a Toni Servillo.
David Donatello 2008: Film, re, sc (Sandro Petraglia), at (Toni Servillo), foto (Ramiro Civita), mon (Giogiò Franchini)
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Toni Servillo lo si era visto prestare il proprio corpo d’attore ad una metafora del non-vissuto (per un incastro  mafioso) in Le conseguenze dell’amore. Qui, nel ruolo del commissario Sanzio, l’attore opera come in una dimensione preliminare rispetto al disegno metaforico, sempre insito in qualsiasi azione rappresentativa; da protagonista, evita l’allusione e vive la parte nella maniera più diretta, senza indicarla allo spettatore. Il risultato è che in ogni istante del film, la presenza di Sanzio è decisiva per la “verità” della rappresentazione. Questo modo di recitare trova perfetta consonanza con la regia di Molaioli, al suo primo lungometraggio. Il film, nel trasferimento dalla Norvegia (il romanzo “giallo” di Karin Fossum: Lo sguardo di uno sconosciuto) ad un paesino di montagna della Venezia Giulia (sceneggiatura di Sandro Petraglia), pur conservando i tratti di genere, si sostanzia dell’humus ambientale, al punto di produrre un senso di misterioso livellamento della realtà: le storie dei singoli personaggi si svolgono in una “normalità” complessiva, alla cui cifra contribuisce ogni singolo dettaglio, anche relativo alla natura del luogo, e la cinepresa trova in ciascuna inquadratura spunti significativi al di là del “racconto”. E’ uno dei rari casi in cui il cinema stesso dimostra la propria vocazione indiziaria. Si pensa – tanto per restare al genere “giallo/noir” ambientato nella “profonda” provincia – allo Chabrol de Il tagliagole e, più in generale, all’occhio di Antonioni, indagatore “indifferente” di persone e cose. Inutile, per non dire impossibile, ingabbiare La ragazza del lago in una sinossi di maniera. Il commissario Sanzio, trasferito nella piccola realtà montana, guarda tutto e tutti con l’esperienza di tanti anni nella sezione omicidi, ma non si separa mai dai propri sentimenti né dalla storia personale, dolorosa e persistente (una moglie malata, l’affetto di una figlia ormai grande da recuperare). Di minuto in minuto, senza sussulti e quasi con naturalezza, ciascun personaggio, anche minore, avanza la propria “candidatura” a responsabile dell’ omicidio di Anna, la ragazza trovata morta in riva al lago nei pressi del paese. Il nodo si scioglierà solo grazie all’intuizione di Sanzio, la cui indagine va oltre le prove materiali, di pari passo con la fredda e calma esplorazione della cinepresa. In questa prospettiva, si muove con la dovuta consapevolezza tutta la squadra di attori.

Franco Pecori

 

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guarda il video dell’intervista
a Toni Servillo
di Francesco Gatti per Rainews24

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14 settembre 2007