La complessità del senso
23 11 2017

I Simpson – Il film

film_isimpson.jpgThe Simpson Movie
David Silverman, 2007
Animazione. Voci italiane: Tonino Accolla (Homer), Liù Bosisio (Marge), Ilaria Stagni (Bart), Monica Ward (Lisa), Mario Milita (Abraham).

I Simpson tali e quali come li conosciamo, come la famiglia “animata” che dal 1989 segna sul piccolo schermo televisivo i limiti comportamentali del vivere “sbagliando” in America. Dobbiamo semplicemente prestare un po’ più di attenzione, come consiglia la voce fuori campo, a qualche istante dall’inizio del film: il cinema è diverso dalla Tv. Diciamo vivere sbagliando nel senso che la simpatia di Homer, di sua moglie Marge e dei tre figli Bart, Lisa e Maggie deriva essenzialmente dalle loro disavventure, dagli errori in cui, nel fare quotidiano, ciascuno di loro incorre, proprio seguendo le regole di vita più normali. Normali, quali sembrano ai Simpson, ma non tanto da non farli trovare spesso a disagio per le “discrepanze” improvvise, inattese da Homer e famiglia quanto facilmente verificabili da chiunque sia in possesso del manuale dell’essere al mondo, cioè in America. Per quanto incredibili possano sembrare le disgrazie dei Simpson, lo stesso protagonista raccomanda: «Se non credi in me, credi nell’America». E’ questa valvola di sicurezza che trasmette, in sostanza, la sensazione di libertà nella simpatia, di gradevole complicità nella trasgressione involontaria, nell’errore bonario perché partecipato, o almeno “coperto” dal resto della società organizzata. Liberi di sbagliare, così vivono i Simpson, nel loro inconsapevole disagio. E ci piacciono, come ci piacciono i grandi comici quando ci accomunano nelle nostre miserie. Per il debutto sul grande schermo, Matt Groening, l’autore, ha pensato di mettere Homer nei pasticci seri, di fargliela fare grossa: un enorme silos pieno di scorie radioattive scaricato “furbescamente” nel bacino idrico di Springfield. Ira del Presidente Schwarzenegger e simmetrica “comprensione” del proprietario della centrale nucleare, la città incapsulata in una semisfera protettiva di vetro e fuga dei Simpson verso l’ “incontaminato” Alaska. Con loro persino un porcellino pulito e fresco, nuovo arrivato in famiglia. Il cinema, rispetto alla Tv, offre maggiore spazio alla catena inesauribile delle gag, configurando l’esistenza dei Simpson in una dimensione meno “istantanea” e dilatando la frenesia delle battute in un respiro più sottilmente liberatorio.

Franco Pecori

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14 settembre 2007