La complessità del senso
17 11 2017

Detachment – Il distacco

Detachment
Tony Kaye, 2011
Fotografia Tony Kaye
Adrien Brody, Sami Gayle, Christina Hendricks, James Caan, Lucy Liu, Tim Blake Nelson, Blythe Danner, Marcia Gay Harden, Betty Kaye, William Petersen.

Scuola, luogo di problemi. La società e l’insegnamento, l’educazione e il futuro dei giovani, la psicologia evolutiva, l’ambiente e insomma tutto ciò che nel mondo contemporaneo rappresenta le difficoltà di trasmettere alle nuove generazioni non solo il sapere ma il complessivo concetto del vivere in una civiltà. C’è un momento in cui specialmente si evidenziano le valenze critiche in oggetto ed è quando in una classe entra il supplente. Si tratta di un insegnante speciale, incaricato di riempire un buco di qualche mese (a volte di pochi giorni) il malcapitato deve fare la conoscenza rapida degli studenti e del gruppo, deve in qualche modo intervenire sulle “abitudini” della classe cercando di non disperderne i valori o comunque di attivarne le positività, nel rispetto delle singole tendenze. Tutte belle parole che spesso si scontrano con dure realtà soggette a crisi profonde di identità, sia sul versante allievi sia su quello del corpo insegnante. Insomma la scuola di oggi in quanto istituto può apparire perfino come un cumulo di macerie. È quel che si avverte entrando in classe insieme a Henry Barthes (Adrien Brody, Il pianista 2002, Il treno per il Darjeeling 2007, Midnight in Paris 2011), professore di letteratura incaricato di una supplenza in un liceo “difficile” della periferia americana. Finora Henry è riuscito a tenere separato il proprio privato dal contatto con l’ambiente scolastico, ma già al primo impatto con la nuova situazione l’uomo si rende conto che gli sarà difficile non confrontarsi con la realtà. E l’esperienza sarà dura giacché egli per primo ha da gestire una sua crisi intima risalente all’infanzia. L’inglese Tony Kaye, cantante, compositore e pittore (American History X 1998) denuncia il degrado dell’istruzione pubblica negli States con un film-verità pieno di spunti realistici che sfiorano il paradosso e che toccano punti di drammaticità anche imbarazzanti. Quasi impossibile dare risposte, a meno di concepire un altro tipo di società. Di sicuro Henry cerca dentro di sé la forza morale per mettere ordine nella confusione che lo circonda e riesce a farsi perfino amare dagli studenti che in un primo momento hanno tentato di respingerlo. Ma le difficoltà sembrano insormontabili. Il limite è individuato nell’incontro del professore con Erica (Sami Gayle), la ragazzina prostituta che si aggrappa a lui per il bisogno di affetto paterno. Questo momento fa il paio con il dramma di un’altra ragazza, Meredith (Betty Kaye), la quale non riesce a risolvere un’antico contrasto con il padre. Premiato in numerosi festival (Deauville, Tokyo, San Paolo, Woodstock), Detachment, pur non perfettamente risolto sul piano artistico – qualche sottolineatura stilistica rischia di comprometterne il senso – può rappresentare un utile contributo per una discussione seria sullo stato dell’educazione democratica.

Franco Pecori

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22 giugno 2012