La complessità del senso
22 09 2017

Gli amori di Astrea e Celadon

film_gliamoridiastreaeceladon.jpgLes Amours d’Astrée et Céladon
Eric Rohmer, 2007
Fotografia Diane Baratier
Stéphanie Crayencour, Andy Gillet, Serge Renko, Cécile Cassel, Arthur Dupont, Reymond Galathée, Priscilla Galland, Mathilde Mosnier, Rodolphe Pauly, Jocelyn Quivrin.
Venezia 2007, concorso.

Doppia distanza. I Galli del V secolo raccontati da Honoré d’Urfé, nel XVII secolo (il romanzo, L’Astrée, prosa e versi, fu pubblicato nel 1627): i pastori delle origini, “segnati” dalla conquista romana, rinascono a vita bucolica sotto il regno di Luigi XIII, immersi nell’Arcadia, tra ninfe e druidi. E Rohmer, 87 anni, dopo tre cicli quali Racconti morali, Commedie e proverbi, Le quattro stagioni, visita ancora la leggerezza, schivando la trappola del testo letterario proprio praticandolo alla lettera. Si raddoppia così la distanza dal film, quanto più (e vengono in mente, pur su versanti stilistici molto diversi, altri esempi, il Rivette de La Duchessa di Langeais da Balzac, o lo Straub di Dalla nube alla Resistenza da Pavese) elementi “naturali” aggiornati entrano nell’inquadratura, gli attori, le voci, gli occhi, la cadenza delle parole, gli alberi e le foglie, persino il vento – oggetti culturali che tracciano con la stessa loro presenza l’orientamento del linguaggio. Quella dell’amore del pastorello Celadon per Astrea è una storiellina piena di risvolti “filosofici” (fedeltà, sacro e profano, corpo e anima, sesso ed erotismo, paganesimo e monoteismo, regole e trasgressione), che la maestria di Rohmer rende palpabiligustosi (ma lontano da ogni fastfood), nell’elegante (ancora doppia distanza) fluire della sintassi filmica (montaggio di Mary Stephen) e nella trasparente leggiadria dell’immagine (fotografia di Diane Baratier). Il contrastato rapporto dei due giovani si svolge tra il possibile (utopico) baratro della morte (Celadon cerca il suicidio dopo il “no” di Astrea causato da un perverso equivoco) e l’ansia di un sentimento (veritiero) da consumare nel rispetto dei costumi (il pastorello che arriva a travestirsi da donna per avvicinare l’amata). La dialettica, arma efficace contro l’arroganza delle mode, è la qualità principale di Rohmer, sin dai primi film.

Franco Pecori

Print Friendly

1 settembre 2007