La complessità del senso
22 11 2017

21 Jump Street

21 Jump Street
Phil Lord, Chris Miller, 2012
Fotografia Barry Peterson
Jonah Hill, Channing Tatum, Brie Larson, Dave Franco, Rob Riggle, DeRay Davis, Ice Cube, Dax Flame, Chris Parnell, Ellie Kemper, Jake M. Johnson, Nick Offerman, Holly Robinson Peete, Johnny Pemberton, Peter DeLuise, Johnny Depp, Richard Grieco.

«Pronti a una vita da cazzuti figli di puttana», così sognano Schmidt e Jenko, neopoliziotti, giovani con ancora nella testa la vita da studenti appena diplomati. Ma li attende tutt’altra sorte. Non sono ragazzi particolarmente brillanti. Scmidt (Jonah Hill 40 anni vergine, L’arte di vincere), fisicamente impacciato, si porta dietro l’incubo di non essere all’altezza soprattutto con le ragazze; Jenko (Channing Tatum Guida per riconoscere i tuoi santi, Nemico pubblico), atletico e “bello”, non s’è mai posto il problema di essere il primo della classe. Usciti da scuola si ritrovano l’uno accanto all’altro in divisa e vengono assegnati all’unità speciale di “21 Jump Street”. Grazie al loro aspetto di adolescenti potranno svolgere una missione sotto copertura in un liceo dove circola droga, dovranno scoprire chi vende e chi spaccia. Due mondi entrano a contatto e assisteremo a una serie intrecciata di “rivelazioni”, di linguaggio e di comportamento, con scambio continuo di ruoli, con disvelamento di stereotipi sociali di cui l’età della formazione è terreno di coltura. Il film traduce per il grande schermo l’omonima serie televisiva, di successo sul network Fox. La firma dello sceneggiatore Michael Bacall (Voglia di ricominciare, Grinhouse, Bastardi senza gloria, Project X) sta a dimostrare che sotto l’apparenza del filmetto per giovani si può nascondere qualcosa di più sostanzioso e i due registi se ne intendono di cinema brillante, fantasioso e metaforico (Shrek Terzo, Piovono polpette, Il gatto con gli stivali 3D), non del tutto estraneo alla realtà contemporanea. I due poliziotti/ragazzi scopriranno che può bastare un solo cambio di generazione per trovarsi in un mondo che somiglia pochissimo a quello di qualche anno prima. Sotto l’apparente normalità di un liceo “perbene”, studenti e docenti vivono problematiche alquanto perturbanti. Non manca il lato spettacolare tipico del genere azione, ma inseguimenti e scontri non superano mai il limite della finzione esplicitamente ludica, mentre più seria è la sensazione di fondo – trasmessa in via quasi subliminale – che ripesca dagli strati della memoria collettiva una certa nostalgia per gli anni della scuola, anni che gran parte del pubblico è disposta a rievocare, soprattutto nella propria intimità. Sicché una certa evoluzione dei tempi, pur imbarazzante per certi versi, finisce per trovare la sua giustificazione esistenziale. La bravura dei protagonisti, soprattutto Hill, non è certo estranea a tali esiti. Per i cinefili, nel sottofinale, c’è perfino lo sfizio dell’apparizione di Johnny Depp “in incognito”. Il che fa ricordare che la carriera dell’attore ha avuto un suo importante lancio (1987) proprio nella serie tv in oggetto.

Franco Pecori

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15 giugno 2012