La complessità del senso
18 10 2017

Shrek Terzo

film_shrekterzo.jpgShrek the third
Chris Miller, Raman Hui, 2007
Animazione. Mike Myers (Shrek), Eddie Murphy (Ciucchino), Cameron Diaz (Fiona), Antonio Banderas (Gatto con gli stivali), Rupert Everett (Principe Charming), Justin Timberlake (Principe Artie).

Fuori dal ruolo e nel ruolo. A sei anni dalla prima uscita (Shrek, 2001) e a tre dalla seconda (Shrek 2, 2004), il gioco continua. Nei panni di Shrek Terzo, re del fantastico regno di Molto Molto Lontano, il simpatico orco non riesce a vedersi e pensa con nostalgia alla sua putrida dimora usuale. Però il suocero, padre della principessa Fiona, ha preso a cuore il matrimonio della figlia col bonario gigante verde e si è persino rassegnato alla mutazione fisica della giovane, ormai verde anche lei. Sicché, al momento del fatale trapasso mette nelle mani di Shrek i destini del regno. Shrek non resiste all’idea di vivere il resto dei propri giorni chiuso nella reggia e prigioniero dei riti regali. Sogna invece una vita “normale”, tanto più che Fiona gli darà presto dei figli. La soluzione ci sarebbe, ma l’orco deve rintracciare l’altro possibile erede al trono, Arthur. Il ragazzo, ancora studente, avrà bisogno di incoraggiamento, dovrà acquistare fiducia in sé e superare la concorrenza di Charming, principe biondo e tracotante. Con un po’ di psicologia e con un po’ di magia (c’è un Potter dietro l’angolo) tutto andrà a posto. Solita simpatia anche di Ciucchino e di Gatto con gli stivali. Ma i doppi sensi e le metafore attinte un po’ da altre fiabe e un po’ (molto) dalla filosofia basica targata Disney vanno scolorendo, lasciando scoprire in oro la tecnica DreamWorks. Alla fine, il “mondo alla rovescia” risulta non tanto diverso da quello, non meno utopico, di un certo regno che tutti conosciamo, chiamato Molto Molto Vicino.

Franco Pecori

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31 agosto 2007