La complessità del senso
19 11 2017

Contraband

Contraband
Baltasar Kormákur
Fotografia Barry Ackroyd
Mark Wahlberg, Kate Beckinsale, Ben Foster, Giovanni Ribisi, Lukas Haas, Caleb Landry Jones, Diego Luna, J. K. Simmons, Robert Wahlberg, Jason Bernard, David O’hara, Jackson Beals, Jacqueline Fleming, Connor Hill, Bryce McDaniel, Juliette Marie Enright, William Lucking, Victor Hernandez, J. Omar Castro, Kevind Lucky Johnson, Olafur Darri Olafsson.

Valori contrabbandati. Non solo droga e danaro, ma il sistema: la famiglia, l’amicizia, lo scambio, tutto è relativo, spostando il valore di uno degli elementi gli altri di conseguenza mutano. E nel mondo dell’azione e dello stress la vita non trascura dettagli, a ogni mossa una trappola. Sotto le apparenze del thriller d’azione, pulsa un sentimento dell’esservi complesso e alienante, inseguimenti, sparatorie, scontri, emergenze intessono la trama in un circuito chiuso che non prevede soluzioni alternative. Pure se alla fine il conto sembra tornare e la famiglia si salva, c’è qualcosa – vedrete – che resta in sospeso, un altro film si potrà fare, a patto di rispettare ancora una volta le regole del contrabbando. Divertente, coinvolgente, “ben fatto”, montato secondo un ritmo non isterico ma incalzante e rispettoso della logica del racconto, il film di Kormákur riprende la trama simile del precedente Reykjavik-Rotterdam (2008) iniettandovi una “profondità” che ne fa qualcosa di più pertinente rispetto a una verosimiglianza attuale. I personaggi, anche i “cattivi”, hanno da smaltire una loro sofferenza del ruolo e lo fanno immergendosi nella parte fino in fondo, a livello fisico. Specialmente il protagonista, Chris Farrady (Mark Wahlberg, Max Payne 2008, Amabili resti 2010, The Fighter 2011), è impegnato a sostenere un grande peso nel cercare di proteggere la moglie Kate (Beckinsale) dalla minaccia degli specialisti malavitosi, dopo che il fratello più giovane di lei, Andy (Caleb Landry Jones), si è messo nei pasticci con la cocaina. Chris ha cercato di uscire dal “giro”, vista anche la brutta fine del padre, ma ora deve per forza rientrare in azione. Una montagna di banconote false aspetta di passare per lo stretto di Panama su un cargo il cui comandante (J. K. Simmons), tra l’altro, non è certo uno stinco di santo. Tutto si svolge sul filo di un tempo che non basta mai, di un piano che richiede collaborazioni precise, di una morale che risponde spesso al fuoco delle pistole. Giovanni Ribisi e Ben Foster hanno la faccia giusta per trasmettere angoscia perfino verso l’abilità quasi-imbattibile di Chris e la macchina procede senza intoppi, ossia con tutti gli intoppi del caso. In certi momenti basta la maschera di Ribisi per dare la necessaria ambiguità alla sequenza, in altri la consapevole bontà dello sguardo di  Wahlberg rassicura sul buon esito dell’azione. Sarà sconfitta la malavita? Solo nell’episodio. Non possiamo non sapere che le occasioni restano in agguato, il contrabbando è tra noi.

Franco Pecori

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25 luglio 2012