La complessità del senso
18 10 2017

Tutti i nostri desideri

Toutes nos envies
Philippe Lioret, 2011
Fotografia Gilles Henry
Vincent Lindon, Marie Gillain, Amandine Dewasmes, Yannick Renier, Pascale Arbillot, Isabelle Renauld, Laure Duthilleul, Emmanuel Courcol, Anna-Bella Dreyfus, Thomas Boinet, Lena Crespo, Oriane Solomon, Eric Naggar.
Venezia 2011, Giornate degli Autori.

«Credete a tutti i vostri desideri»: è lo slogan di uno di quei volantini che si possono trovare nella cassetta della posta. Andar dietro a simili suggerimenti può costare caro. Il 3% dei francesi, quasi 8 milioni di persone, non riescono a pagare i debiti contratti con le società di credito che, disposte a prestiti piccoli ma con alti tassi di interesse, non hanno scrupoli a trascinare in tribunale i debitori insolventi. Può succedere però, mettiamo a Lione, che il giudice sia una giovane donna come Claire (Marie Gillain, Autoreverse 2003, L’enfer 2005, Coco avant Chanel 2009), coscienziosa nel cercare di impedire la condanna di Céline (Amandine Dewasmes, Les amants réguliers 2005), madre di una compagna di scuola della figlia e “strozzata” dai prestiti al consumo. Capita anche – e qui il racconto si arricchisce di altri sentimenti – che Claire trovi aiuto in un collega più esperto, Stéphane (Vincent Lindon, Chaos 2001, Welcome 2009), e che tra i due nasca una certa simpatia. Claire è molto combattuta, ama il marito (Yannick Renier) ma non sa restare indifferente verso quell’uomo, sposato anche lui, disincantato nel lavoro ma appassionato di rugby, contenuto e corretto nel gestire la propria attrazione ma non per questo meno affascinante. Mentre i due s’impegnano a cercare soluzioni giuridiche che salvino dai debiti Céline – e Claire le offre addirittura ospitalità in casa – proprio per Claire arriva la sentenza dei medici: non le resta molto da vivere. Oltre all’elemento emozionale si aggiunge qui il tema importante delle scelte che riguardano la cura quando il male è senza speranza. Il film prende una piega melodrammatica, mantenendo tuttavia la complessità del contenuto. Coinvolgenti le sequenze di Claire in un'”ultima” fuga verso il fiume, accompagnata da Stéphane il quale la salva “inutilmente” dalle acque gelide. Tratto dal romanzo di Emmanuel Carrère, “Vite che non sono la mia”, Tutti i nostri desideri si aggiunge al precedente film di Philippe Lioret, Welcome (2009), confermando la vocazione del regista parigino per un impegno che non lasci in sottordine la prospettiva umanistica delle storie più attuali.

Franco Pecori

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11 maggio 2012